Autore: Mauro Zanon

Jean-Luc Mélenchon: il Vendola francese che minaccia la vacillante solidità della gauche hollandiana

Nel marzo dello scorso anno, con i suoi proclami e le sue invettive rigorosamente anticapitalistiche, Jean-Luc Mélenchon ebbe il merito di radunare a Place de la Bastille una folla oceanica di giovani e sessantottini nostalgici all’insegna del “Vive le communisme”.
La rivitalizzazione della letargica sinistra marxista francese, la resurrezione del PCF, la rivoluzione neo-giacobina, la seconda presa della Bastiglia, scrissero allora i giornali, enfatizzando l’iniziativa di un partito, il Front de Gauche, che al momento del verdetto delle presidenziali, racimolò con fatica l’11%. La metà di ciò che il tribuno Mélenchon, il quale piace assai alle élite parigine, auspicava di ottenere, sorpassato di sei punti percentuali dal FN di Marine Le Pen.

Share

ALLE PORTE DEL PARADISO (FISCALE): ANCHE GERARD DEPARDIEU ABBANDONA LA FRANCIA DELLA SUPER ALIQUOTA

Non ce l’ha fatta, non ha resistito. E così, dopo un anno sofferto e tormentato, durante il quale, stando alle sue ultime dichiarazioni, ha versato nelle casse dello stato francese due terzi dei suoi introiti, anche Gégé, meglio conosciuto come Gérard Depardieu, ha deciso di abbandonare il suo amatissimo 6° arrondissement. Direzione? Belgio, ovviamente, divenuto in poco tempo il nuovo Eden fiscale per i facoltosi del Vecchio Mondo. Più precisamente, Néchin, uggioso borgo popolato da poco più di duemila anime, situato nel cuore della Vallonia, a quattro passi dalla Francia dell’odiata super aliquota al 75% applicata dal governo Hollande sui redditi eccedenti il milione di euro.

Share

MULLER-BARBERA: SPENDERE O SPANDERE?

Si sono spenti, da tre settimane appena, i riflettori sulla sessantanovesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Una Mostra che, come preannunciato in primavera dalla coppia Baratta-Barbera, rispettivamente Presidente della Biennale e Direttore Artistico, ha confermato un netto cambiamento di tendenza rispetto alla precedente direzione Muller, sia dal punto di vista politico-economico che da quello artistico-culturale.

Share

WOULD YOU HAVE SEX WITH AN ARAB? A LETTO COL NEMICO

Tel-Aviv, primavera 2011.
I loro sguardi s’incrociano, si scavalcano, si allontanano, sfuggono per un istante, per poi ritornare, ricomparire, sfumando nel sorriso fiducioso di chi vuole lasciarsi tutto alle spalle. Ma c’è chi non dimentica, e non vuole e non può dimenticare, come una delle giovani ragazze sedute al tavolo di un bar à narguilé, interiormente assente, altrove. La macchina da presa indugia sul suo volto inquieto, incupito, alternandolo a quello dei suoi amici, arabo-palestinesi come lei, ma dall’aria serena e spensierata. Non partecipa alla discussione sull’eventualità di aver un rapporto sessuale con un ebreo-israeliano, se ne sta in disparte, solitaria, taciturna, finché non viene confidenzialmente interpellata. “No, no way, mai nella vita. Li odio. Tu andresti a letto con chi ha ucciso la tua famiglia?”.

Share

STRACULT: A CASA, MA NON IN SALOTTO

“In difesa del cinema italiano che spacca”, recita lo slogan della trasmissione Stracult, ideata da Marco Giusti, già co-autore di Blob e Fuoriorario in coppia con Enrico Ghezzi, nonché avveduto critico cinematografico per Dagospia. Un messaggio che, in nuce, riassume gli ingredienti del programma più squisitamente cinefilo di tutto il palinsesto televisivo.

Share

Festival di Cannes 2013: anticipazioni

Chiusasi da poco più di due mesi la sessantacinquesima edizione, Gilles Jacob e Thierry Frémaux, rispettivamente presidente e direttore artistico del Festival di Cannes, sono già alacremente al lavoro per la kermesse 2013. Con l’intento di riscattare la scarsaqualità artistica denunciata quest’anno da professionisti e cinefili giunti per il consueto appuntamento primaverile sulla Croisette.

Share