Autore: Mauro Zanon

L’ANNOSA QUESTIONE DELLO IUS SOLI SPACCA L’UMP: COPE’ VUOLE RIFORMARLO, I FRANCESI PURE

Parigi. È ritornato al centro del dibattito politico in seguito all’affaire Leonarda (la bambina kosovara espulsa dalla Francia il 9 ottobre scorso, dopo essere stata prelevata con le maniere forti mentre era in gita scolastica), che ha monopolizzato le pagine dei giornali d’Oltralpe negli ultimi quindici giorni, indignato i benpensanti, scatenato il solito teatrino mediatico a gauche come a droite, e messo per l’ennesima volta in discussione la stabilità dell’esecutivo socialista e la leadership di François Hollande.

LE RIMPASTO’ C’EST BIENTOT: VALLS, “IL MINISTRO INFATICABILE”, CHE PUNTA DRITTO A MANTIGNON

Parigi. A spadroneggiare, da più di una settimana, sulle pagine dei quotidiani d’oltralpe, è la polemica sulle vacanze dei membri dell’esecutivo. Venerdì scorso, c’è stato l’ultimo Consiglio dei Ministri prima della “rentrée”, fissata per il 19 agosto, a ridosso della tradizionale università estiva del Partito Socialista a La Rochelle. Due settimane di ferie per riprendere fiato, rigorosamente in patria, nel caso in cui un’urgenza interna, o un brutto scherzo dei mercati, obbligasse tutti a un rientro anticipato a Parigi. Senza deroghe, e con i dossier di lavoro imperativamete sottobraccio.

DROITOPHOBIE : CHI SONO I NUOVI REAZIONARI CHE FANNO PAURA ALLA GAUCHE

Parigi. Un mese orsono, Le Nouvel Observateur, settimanale gauchiste fondato dal noto giornalista e scrittore Jean Daniel, li ha sbattuti impunemente in prima pagina bollandoli come “néo-fachos”, nuovi fascisti. Non un partito, non una formazione organizzata, secondo le parole di Renaud Dély. “Una nebulosa, piuttosto, un’associazione oscura, specchio dei tempi che corrono”. Dei pericolosi e ferventi sostenitori di una Francia “bianca e cristiana”, e anche un po’ razzista, insomma, per l’editorialista del Nouvel Obs. Un articolo che, secondo il grande reporter e critico letterario Christian Miliau, “avrebbe potuto essere cofirmato da Mikhaïl Souslov, responsabile dell’ideologia ai tempi del Politburo”, tanta è la dose di risentimento e disprezzo ideologico.

Sulla Croisette niente scandali e poca qualità : la 66esima edizione del Festival di Cannes è timida, sottotono e anche un po’ sciatta

Cannes. Le lagne, le geremiadi, al Festival di Cannes sono all’ordine del giorno. Quelle dei critici (italiani), soprattutto. Che non possono accedere alla proiezione desiderata (malgrado il badge rosa o bianco, che nella scala dei badge permette di accedere veramente dappertutto; si Cannes è un festival classista) perché la sala è inaspettatamente piena, o che sono esausti di perdere due tre ore della propria vita per vedere film, a loro detta, di scarsa qualità.

Chi è Matthieu Pigasse, l’imprenditore amico di Hollande, banchiere d’affari e guru dei salotti del tout Paris

Lui, Matthieu Pigasse, classe ’68, è l’imprenditore più influente ed affermato del mondo dell’editoria francese. Uno che nei salotti della Parigi che conta è sempre accolto col tappeto rosso. Specialmente in quelli della riva sinistra della Senna. Nel 2010 ha fatto un dispettone a Sarkozy, in compagnia di Xavier Niel (fondatore di Free Mobile e dell’École 42) e Pierre Bergé (mecenate e storico compagno di Yves Saint-Laurent) “salvando” Le Monde, il giornale della gauche caviar, salottiera, sussiegosa, che pasteggia a Boulevard Saint-Germain e bazzica un giorno sì e l’altro pure al Théâtre de Chatelet (di cui Pigasse è divenuto amministratore, su indicazione del sindaco socialista Bertrand Delanoë). Sostiene economicamente il canale gay-lesbo Pink TV e il sito d’informazione Rue89. Nel 2005 ha organizzato la cessione del controllo di Libération a un altro uomo d’affari di peso come Édouard de Rothschild, e da un po’ di tempo fornisce consulenze a Murdoch per Eurosport.

L’ÉCOLE 42 DI XAVIER NIEL: LA RIVOLUZIONE MERITOCRATICA DELLO STEVE JOBS DI FRANCIA

Parigi. Mentre il Ministro dell’Educazione nazionale Vincent Peillon si arrabatta per promuovere il socialistissimo progetto di legge che porta il suo nome (attualmente al centro dei dibattiti dell’emiciclo e che la destra vuole soffocare a suon di emendamenti, perché ritenuto “ideologico” e “sessantottino”) c’è chi nel privato si sta già adoperando per modernizzare (realmente e in breve tempo) il sistema educativo transalpino.

LA DESTRA FRANCESE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI: TRA SARKONOSTALGIE E FAIDE INTERNE

Parigi. “Nicolas Sarkozy, reviens je t’en prie, viens nous sauver la vie”. È il ritornello di “Sarko”, motivetto pop che da alcuni mesi impazza sulla rete, intonato da un giovane monegasco, tale Josh Stanley, che, con tanto di chitarra a tracolla, si rivolge all’ex capo dello Stato, supplicandogli di ritornare e di salvare, letteralmente, la vita dei francesi. Ma è anche il desiderio del 75% degli elettori dell’UMP, secondo un sondaggio effettuato dall’istituto BVP per i-Télé, pubblicato venerdì scorso. Un esito tutt’altro che inaspettato, alla luce delle incessanti lotte intestine che stanno minando la credibilità del partito della destra repubblicana.