Autore: Massimo Teodori

QUELLA VALANGA DI SOLDI AI PARTITI

I finanziamenti illegali ai partiti da parte di imprenditori, faccendieri e perfino cooperative dilagano più che mai. Gli enti pubblici locali sono in buona parte divenuti macchine per incanalare il denaro alla politica. Importanti personalità economiche attaccano le degenerazioni dei politici. Nei partiti personali, con il controllo del denaro pubblico, i capi diventano i padroni dei loro stessi iscritti. L’ingente (e fasullo) rimborso spese elettorali è ormai una voragine che ingoia miliardi della collettività contro la volontà di tutti. In questo orizzonte è doveroso chiedersi senza demagogia se si può andare avanti su questo registro o se, invece, si devono trovare metodi alternativi sul terreno decisivo di “soldi & partiti”.

Per spiegare la politica d’oggi lasciamo in pace l’azionismo

Nella polemica tra berlusconismo e antiberlusconismo sarebbe meglio lasciare in pace l’ “azionismo”, la “cifra morale azionista” e le “belle anime degli azionisti”. La categoria dell’azionismo è solo un’invenzione utilizzata sia dai laudatores, che vi proiettano l’intransigenza civile che scorre nelle vene della Repubblica, sia dai detrattori che lo bollano come l’indomabile nemico giacobino dei valori tradizionalisti. Certo, il Partito d’Azione, tra il 1942 e il 1946, ha svolto un ruolo politico decisivo nella Resistenza e nei Comitati di Liberazione fino alla Costituente.