Autore: Giorgio Castriota Santa Maria Bella

Il grande problema dell’Italia: il debito pubblico

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Il debito pubblico è a nostro parere, tra i primi problemi dell’Italia.

Il debito pubblico si forma perché le spese dello stato sono maggiori delle sue entrate. Si manifesta attraverso le obbligazioni emesse dal tesoro.

Quasi tutti i paesi sviluppati hanno visto crescere la spesa pubblica a partire dagli anni sessanta. Cionondimeno i paesi che hanno registrato una crescita delle imposte( le quali servono a far fronte alla spesa pubblica) la quale non si discosta troppo dalla crescita della spesa hanno debiti contenuti.

Altri paesi, per contro, hanno avuto spese in veloce aumento con imposte che crescevano lentamente. Donde disavanzi notevoli che, accumulati negli anni, hanno generato un notevolissimo debito.

Le possibilità elettorali del centro destra

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Appare evidente che, salvo imprevisti, non si terranno elezioni politiche prima della scadenza normale.

Le forze politiche sono raggruppate, grosso modo ,in tre schieramenti :il Centro-sinistra, diviso come non mai in varie correnti, i Cinque Stelle, che hanno ,tuttavia, perduto lo slancio innovativo iniziale e che stanno pagando per l’inesperienza amministrativa e la scarsezza di leader autorevoli( si può essere bravi nell’avanspettacolo ma la politica richiede ben altre qualità ),il Centro-Destra è in indubbia ripresa .Avrebbe pertanto non poche possibilità di ottenere una valida affermazione purché il Presidente Berlusconi ,che indubbiamente è un ingegno acuto, sappia operare scelte oculate in materia di candidati e non presti ascolto ai vari prosseneti ed adulatori-ci m a a gli amici saggi e fedeli di lungo periodo (ad es. Letta e Confalonieri). Forse sarebbe anche tempo che scegliesse un Delfino che fosse in grado di guidare con autorevolezza il Centro-Destra.

Il Centro Destra e le prossime elezioni politiche

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Appare ormai chiaro che, salvo imprevisti, la prossima tornata elettorale politica nazionale si terrà in primavera.

Il Centro Sinistra ha perso colpi in seguito ai ripetuti errori di Renzi.

Ed é diviso.

Anche il Movimento Cinque Stelle non brilla a causa dell’incerta gestione nell’amministrazione di molte città.

Non sembra, inoltre, che abbia leader in grado di prenderne efficacemente la guida.

Il Centro Destra potrebbe pertanto accrescere i propri voti ma deve fare i conti con Salvini che teme un accordo Berlusconi- Renzi.

Un colpo di scena, che sconvolgerebbe il panorama politico, potrebbe, forse, venire dall’eventuale ritorno di Enrico Letta nella politica attiva.

Il c.d. “jus soli”

I nostri illuminati governanti intendono concedere ai figli di profughi o immigrati nati in Italia la cittadinanza.

In linea teorica le finalità sembrerebbero valide: favorire l’integrazione, controbilanciare il tasso d’invecchiamento della nostra popolazione e la riduzione delle nascite.

Dato, però, che, conoscendo i “Sinistri”, non credo in toto nella loro buona fede penso che il progetto “de quo” abbia come fine soprattutto quello di distogliere l’attenzione delle masse elettorali dal ” non risolto “problema degli sbarchi e dal grande rischio della trasformazione, in un breve lasso di tempo, della società italiana in un altro territorio a prevalenza islamica e di accattivarsi futuri elettori.

E’ giusto salvare quelli che rischiano la vita in mare o in terra ma occorre esercitare con estrema decisione ogni sforzo in sede internazionale per cercare di eliminare le cause del fenomeno.

E ciò, come abbiamo scritto più volte su questo foglio, è un’impresa fattibile solo “internazionalmente”.

“Semel in anno insanire licet” (Orazio, Saturn.)

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E’ lecito una volta all’anno fare qualche pazzia.

E’ tuttavia indice di follia farlo troppo di frequente.

Qualche esempio tratto dalla cronaca.

Leggendo la stampa europea e transatlantica mi sembra che qualche cosa di anomalo avvenga al neo -presidente degli Stati Uniti (anche se il nome in inglese significa “tipo in gamba”(fam.).
Dato che lo stesso, appena insediatosi, intende ( o è costretto ?) a congedare alcuni dei suoi più stretti collaboratori.

Un’attentato dopo l’altro farà crollare l’Europa?

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La serie di terribili attentati di matrice islamica che si susseguono in Europa rischia di distruggere le capacità di resistenza psicologica delle nostre popolazioni e, per conseguenza, delle forze governative europee.

L’ultimo, a Manchester, è emblematico.

Il Regno Unito è stato, infatti, fino ad ora, molto tollerante verso la minoranza di fede maomettana tanto da concedere alla stessa l’utilizzo, in vari settori, di norme ispirate al Corano.

Il sindaco di Londra è un mussulmano.

La tolleranza e le possibilità di condure un tenore di vita non del tutto cattivo (certo migliore di quello dei paesi d’origine) non sono, evidentemente sufficienti.

Incidit in foveam quam fecit

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“Cadde nella fossa che egli stesso scavò”.

E’ un antichissimo proverbio mai smentito dall’esperienza.

L’Unione Europea non riesce ad elaborare un piano onde cercare d’interrompere i quotidiani naufragi e le conseguenti morti cui assistiamo lungo le nostre coste.

Su questo foglio “abbiamo osato” indicare una soluzione: intervenire laddove nasce il fenomeno. E’ una difficilissima soluzione ma non ne vediamo altre efficaci.

I Governi europei credono di risolvere il problema accantonandolo, credendo cioè che valga il motto statunitense “non nel mio cortile” ma ormai non c’è più un cortile che sia solo nazionale.

L’esecutivo italiano deve perciò porre “in maniera drammatica” la questione a tutti gli altri Governi e questo anche nell’interesse dei poveri esuli.

Altrimenti l’integralismo islamico troverà molta benzina per i suoi incendi.

Le elezioni presidenziali in Francia

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Gli esiti del primo turno hanno fornito un leggero vantaggio al candidato moderato Macron rispetto alla Le Pen, rappresentante della Francia nazionalista ed anti-europea.

È un segnale che induce ad un cauto ottimismo circa l’esito della tenzone ma occorre non cantar vittoria stante il modesto margine di vantaggio di Macron.

I numeri potrebbero, infatti, cambiare al secondo turno qualora si dovesse registrare una non trascurabile quota di assenze tra gli elettori moderati o si verificasse qualche altro attentato o tentativo di attentato.

Nell’ipotesi di vittoria di Macron non sarà, comunque, agevole formare un nuovo esecutivo ove non si riuscisse a realizzare una solida alleanza tra le forze del centro-destra.