Autore: Gianbattista Rosa

ELEZIONI INGLESI E PREMIER LEAGUE, RELAZIONI PERICOLOSE

Champions League - Chelsea vs. Paris St Germain

Le domeniche di pioggia si prestano alle attività più inutili, quelle che ci danno le maggiori soddisfazioni.

Trascinato dal mio figliolo, seguo ultimamente la Premier League, oltre allo scalcinato campionato italiano, dove l’ Inter traccheggia. Una domenica pomeriggio – il tuono teneva me ed il cane al chiuso – mi sono detto: “se devo tifare per una squadra inglese, voglio almeno che sia di destra”. Una riflessione che prima o poi nella vita, credo, capita a tutti di fare.

VACLAV KLAUS, UN LUPO SOLITARIO (MA NON TROPPO)

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Sembra nato per far imbestialire tutti quanti.

Cominciamo con le ampie platee degli intellettuali di sinistra: con il suo libro ‘Il pianeta Blu’ eccolo sparare ad alzo zero le sue ‘scomode verità’, riprendendo e ribaltando il titolo del libro del trombone/trombato Al Gore che nel 2000 presentava lo zelo ecologista antindustriale e anticapitalista come la sola salvezza dell’umanità.
Il fanatismo ecologista è per Klaus più pericoloso di quello islamico per il futuro del pianeta, è un culto religioso criminale che costa milioni di vite umane all’anno, il prezzo del mancato sviluppo che le popolazioni più povere pagano alle paranoie ‘new age’ delle élites intellettuali che la povertà, di persona, non l’hanno mai frequentata in vita loro.

KILOMETRO ZERO, MA CI CREDI DAVVERO?

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Di tutte le mode sciocche, le corbellerie politicamente corrette, le insulse religioni mondane di profeti del piffero, quella del kilometro zero è tra le più eminenti, perché condivisa ingenuamente da molti.
Una volta la gente semplice dava retta al parroco, ma diffidandone però in fondo con un po’ di giustificata malizia, mentre oggi si beve beata ogni fiaba ecosostenibile, eco solidale e tutto quanto unmio un po’ trucido amico chiama “ecolc… che ci credo”.
Come tutti i luoghi comuni sbagliati, il km 0 si basa su alcune ovvietà.

IN MEMORIA DI MARGARETH THATCHER, NELLE SUE STESSE PAROLE.

Nessun politico della sua epoca è stato odiato quanto lei, prima ovviamente di Berlusconi. Condivideva certo la frase di Churchill: Un politico va giudicato in base alla animosità che suscita tra i suoi avversari, e a questa pensava quando, girando tra le macerie causate dall’attentato che cercò di eliminarla a Brighton, rispose a chi le chiedeva “e ora ?”: Il principio guida di noi inglesi è “Business as usual” Una piccolo-borghese senza il minimo complesso di colpa, orgogliosa di interpretare l’incrocio più volgare che delicata anima di intellettuale progressista potesse concepire: quello tra i bigotti, convenzionali valori vittoriani (Luoghi comuni, sì, ci sono luoghi comuni. Ci sono perché sono veri) ed il liberismo “spietato” della scuola di Vienna e di Chicago: Nessuno conoscerebbe il buon samaritano, se avesse avuto solo buone intenzioni. Aveva anche dei quattrini.

IL PDL TRA QUENTIN TARANTINO E CAROLINA INVERNIZIO

Nemmeno il più trash degli sceneggiatori anarcoinsurrezionalisti avrebbe potuto pensare una storia del genere, tutta racchiusa in una settimana: il dirigente PDL che taglia le gomme della macchina all’ invalido dopo avergli fregato il posteggio; quello che ruba i soldi delle vacanze dei bambini ciechi; la santerellina assessore alla assistenza sociale che mantiene una tribù di magna-magna; il surreale Presidente della Provincia che respinge le proprie dimissioni; il consigliere regionale che paga alla n’drangheta voti cari come aragoste; l’assessore PDL novello marxista che vuole dare secondo le sue capacità, ma ricevere secondo i suoi bisogni (mutuo). Ma è un partito, o un film con Totò e Peppino, girato da Quentin Tarantino e tratto da un libro di Carolina Invernizio (“il bacio di una morta ”) ?

TASSATE I RICCHI, E PAGHERANNO I POVERI

La demagogia costa sempre cara: quella fiscale in particolare, perché la si paga presto ed in contanti. Vediamo alcuni esempi recenti.
Prima notizia: la tassa sul lusso, sulle imbarcazioni e vetture di pregio in particolare, voluta dal Governo Monti, ha prodotto (ma va là?) meno di un terzo del gettito stimato. Mancano all’ appello circa 250 M€, che verranno recuperati dalle tasche degli italiani che imbarcazioni non hanno.

Obamacare: per Obama sono guai

Il voto decisivo a sorpresa a favore della costituzionalità della riforma sanitaria di Obama da parte del giudice conservatore John Roberts, ricordato dal nostro MdPR, ha scatenato in Europa una ondata di entusiasmo degna di una semifinale del campionato di calcio. Il tifo a favore della riforma sanitaria e della rielezione di Obama è assordante, ma in questo caso estremamente mal riposto, perché la decisione di Roberts rafforza invece le chances di vittoria di Romney contro Obama in Novembre.