Autore: Francesco Cappellani

La più grande catastrofe navale della storia: l’affondamento della Wilhelm Gustloff nel 1945

Il 4 febbraio del 1936, un venticinquenne studente di medicina, ebreo tedesco di origine croata, David Frankfurter, si recò a Davos nell’abitazione di Wilhelm Gustloff, il fondatore e leader del partito nazista in Svizzera, e lo uccise con quattro colpi di pistola. Gustloff, nato nel 1895 in Germania ma trasferitosi per problemi di tisi a Davos, dove lavorava per il governo elvetico come meteorologo, si era iscritto al NSDAP (Nationalsozialistiche Deutsche Arbeiterpartei) nel 1929 e godeva di un buon rapporto con Hitler grazie a sua moglie Hedwig che era stata segretaria del futuro Führer nel 1923 al tempo del fallito Putsch di Monaco. In Svizzera Gustloff si era prodigato per diffondere i “Protocolli dei Savi di Sion”, un testo apparso nel 1905 e già all’epoca considerato un falso documentale, che mirava a screditare gli ebrei attribuendo loro un fantomatico piano per arrivare al dominio e controllo del mondo. Questo strumento di propaganda antisemita, pubblicato come presunto resoconto di sedute segrete svoltesi a Basilea in occasione del congresso sionista del 1897, mentre si trattava in realtà di un riadattamento in chiave antiebraica di un libello di Maurice Joly del 1864 contro Napoleone III, fu usato a lungo dal nazismo per alimentare l’odio ed il disprezzo verso gli ebrei anche dopo il 1921, quando sul Times era apparso un esauriente articolo che ne dimostrava la totale falsità ed il plagio dal testo francese. I Protocolli furono editi in Germania dall’ideologo del nazismo Alfred Rosenberg nel 1923 col titolo “Die Protokolle der Weisen von Zion und die Judische Weltpolitik” (I protocolli dei Savi di Sion e la politica mondiale giudaica) e menzionati da Adolf Hitler nel suo “Mein Kampf”.

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