Autore: Enrico Morbelli

LA SCOMPARSA DI LUIGI CALIGARIS – Un liberale a cavallo, anche dei tempi

“Luigi Caligaris, ufficiale di cavalleria”, com’è stato scritto nel suo necrologio. Era il mio generale preferito. Non poteva essere altrimenti: era sostenitore della Scuola di Liberalismo e socio recente della Famija Piemontèisa – Piemontesi a Roma. Se n’è andato il 17 ottobre, a 88 anni, in punta di piedi ma con uno struggente sottofondo musicale: il Silenzio suonato in chiesa dal trombettiere dei Lancieri di Montebello.

Entrato all’Accademia di Modena nel 1953, dopo una lunga carriera militare sulle orme d’un suo vecchio zio (il generale Eugenio), nel 1982 divenne capo ufficio per la politica militare dello stato maggiore della Difesa e consigliere per le strategie militari della Nato.  Lasciò l’Esercito da generale di brigata e abbracciò una nuova professione in linea con la sua esperienza precedente: quella di analista ed editorialista di politica internazionale. Divenne un volto popolare come commentatore televisivo della Guerra del Golfo. Poi “scese in campo”.

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