Autore: Dario Fertilio

A ciascuno il suo Giolitti

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Per i liberali e i conservatori, Giovanni Giolitti fu lo statista che seppe ereditare il meglio della Destra e della Sinistra storiche, garantendo all’Italia unita, da primo ministro, fra il 1892 e il 1921, il suo periodo migliore e di massima fioritura.
Per gli eredi del nazionalismo e del movimentismo giustizialista – oggi si chiamino lepenisti o grillini – fu l’icona del vecchio regime, del compromesso, del formalismo passatista.
Per le sinistre in genere, fu l’avversario rispettabile ma infido, desideroso di stemperare le spinte progressiste attraverso il riformismo di piccolo cabotaggio.
Quanto ai centristi cattolici, Giolitti continua a rappresentare un esempio di pericoloso concorrente, proprio perché, da cattolico, geloso difensore della laicità dello Stato.
Per le giovani generazioni, rimane soltanto un nome polveroso da studiare sui libri di storia.

Che cosa insegna la sconfitta di Milano

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Perché Parisi ha perso?

No, non è stata una quasi vittoria, ma una vera sconfitta. Milano, confermando la maggioranza alla coalizione di sinistra guidata a suo tempo da Pisapia e ora da Sala, ha indicato pregi, ma anche limiti politici, del centrodestra unito. Perché Stefano Parisi, pur dando il massimo in campagna elettorale e realizzando in un primo tempo una spettacolare rimonta, non è poi riuscito a concretizzare il risultato nel ballottaggio.

LibertatesVideo – Fertilio, Chiesa e nazismo attrazione fatale

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Dario Fertilio, intervistato da Roberto Zani, parla del suo nuovo libro “L’anima del Fuehrer – la fuga dei nazisti in sud America”, editore Marsilio. Un tuffo nella storia del secolo scorso; protagonista del libro il vescovo austriaco Alois Hudal che aiutò criminali nazisti a lasciare l’Europa e che coltivava un progetto utopistico e folle: cristianizzare il nazionalsocialismo contro l’ateismo sovietico. Una storia avvincente con Roma e Koenigsberg a fare da sfondo agli interrogativi sul senso della misericordia e sulle ragioni dell’amore e della verità

Il 5 giugno, liberi di essere milanesi

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Ancora una volta Milano anticipa cambiamenti profondi della società italiana. Era già una celebre constatazione di Gaetano Salvemini: “quel che accade oggi a Milano, domani avverrà nel resto d’Italia”. E questo qualcosa oggi si identifica con la mutazione, forse la rifondazione dell’intero schieramento di centrodestra, scosso dai populismi della Lega e di Fratelli d’Italia, dalla disgregazione in corso nella galassia berlusconiana, dalla cronica subalternità del centrismo di Alfano alla sinistra.

Dietro al fallimento della politica di Obama

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Che la reazione delle democrazie occidentali all’avanzata dell’islam radicale fosse inadeguata, lo avevamo compreso da tempo. Irresolutezza di Washington e assenza della Ue non meritano neppure commenti. Il disastro della politica estera americana sotto la presidenza Obama e il parallelo vuoto politico, persino umiliante, della Unione Europea (simboleggiato dal dilettantismo del governo Renzi e dalla nullità istituzionale della Mogherini) sono sotto gli occhi di tutti. Ci voleva però un saggio denso e informatissimo firmato dall’ammiraglio ed esperto di relazioni internazionali Fabio Ghia per farci comprendere la portata dell’intrico di forze sottostanti e le ragioni dello stallo. In “Europa Latitante –

Il fantasma dei moderati (perdenti)

(articolo pubblicato www.libertates.com) Un fantasma si aggira nel campo degli sconfitti dopo l’ultima tornata delle elezioni locali: il Partito dei Moderati. Sarebbe questa la Cosa che il premier Berlusconi e alcuni dei suoi luogotenenti avrebbero intenzione di “rifondare”, per voltar…