Autore: Cesare Giussani

La prospettiva di profitto

Gli economisti classici avevano individuato quattro categorie di reddito a seconda dei fattori di produzione che li generavano: salari, dal lavoro; rendite, dalla proprietà delle terre più fertili al crescere della coltivazione in quelle meno produttive; interessi, dal capitale e infine il residuo costituito dai profitti che restavano all’imprenditore una volta pagati i costi di produzione.
È la prospettiva di profitto che induce l’imprenditore a occupare i vari fattori della produzione, che altrimenti sarebbero inerti, nonché a pagare ai loro detentori quanto necessario ai rispettivi consumi e risparmi. È la prospettiva di profitto che induce l’imprenditore ad investire creando un surplus rispetto a quanto consumato.

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Ridurre le tasse si può e si deve – intervento al convegno Ridurre le tasse per rilanciare la crescita, Roma 4/12/2017

Di fronte a una seria prospettiva di flat tax bisogna esaminare anche l’altra faccia della luna e avere chiaro perché paghiamo le tasse. Si dice che noi riceviamo servizi e benefici dallo stato e che pertanto dobbiamo pagare per quello che riceviamo. E’ un imperativo morale oltre che un obbligo sinallagmatico. Ma è vero che riceviamo tanto? È tutto utile ciò che riceviamo?
In una società pacifica, con cittadini rispettosi dei contratti tra loro stipulati, non ci sarebbe bisogno dello stato. Purtroppo si annidano nella collettività animi maligni, pronti alla violenza, irrispettosi degli impegni e si rende necessario creare dei servizi comuni per il mantenimento dell’ordine pubblico, per la difesa e per l’amministrazione della giustizia.

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