Autore: Carlo Stagnaro

Un lockdown assurdo, pericoloso e non spiegato. Appello alla logica

Legare le mani dietro la schiena a un paese azzoppato non è una strategia seria. Non è neppure una strategia poco seria
Nel 1958, l’imprenditore e filantropo libertario americano Leonard Read scrisse un delizioso racconto, intitolato “I, Pencil”, nel quale una matita racconta il suo albero genealogico. La sua fabbricazione richiede la collaborazione inconsapevole di innumerevoli persone, dai boscaioli dell’Oregon alla segheria californiana dove i tronchi di cedro vengono lavorati, dai minatori dello Sri Lanka che estraggono la grafite per la mina fino ai raffinatori di olio per la laccatura esterna. Read aveva capito, settant’anni fa, un dettaglio dell’economia moderna che probabilmente è sfuggito – nella concitazione di questi giorni – al governo Conte: la sua complessità.

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Ricette sbagliate e cattivi maestri: la patrimoniale di Landini

In una lunga intervista su Repubblica, il capo della Cgil Maurizio Landini invoca una grande patrimoniale (la chiama “tributo di equità contro le disuguaglianze”) per finanziare “un piano straordinario di investimenti pubblici e privati”. Quale gettito si aspetta Landini? “I conti si faranno ma credo una quantità tale da consentire un vero piano di sviluppo”. E perché attingere proprio ai risparmi degli italiani? “Basta aprire gli occhi per vedere come le disuguaglianze siano cresciute enormemente”.
La proposta di Landini fa venire in mente l’aforisma di Henri Louis Mencken: “per ogni problema complesso esiste una risposta chiara, semplice e sbagliata”.

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