Autore: Anna Chiara Gaudenzi

LISTE BLOCCATE, PREMIO DI MAGGIORANZA E SOGLIE DI SBARRAMENTO, TUTTI I GUAI DELL’ITALICUM

Due ore di incontro a Palazzo Chigi e tra Renzi e Berlusconi la “profonda sintonia” sembra un ricordo lontano. Il patto del Nazareno, che ha dato vita all’accordo sull’Italicum, “scricchiola”, rischia di saltare. Il premier propone modifiche al testo e chiede ai suoi di non perdere tempo, vuole l’approvazione della legge elettorale in commissione Affari costituzionali del Senato entro dicembre. L’ex Cavaliere ha paura che, con una legge elettorale diversa dal proporzionale, Renzi decida di andare a elezioni anticipate. Intanto si fa strada l’ipotesi di un dialogo con il Movimento 5 Stelle, soluzione che metterebbe in minoranza Berlusconi. Lo stallo è totale. Il faccia a faccia di due ore a Palazzo Chigi è stato definito da fonti di Pd e Forza Italia un “incontro interlocutorio”, qualche passo avanti c’è stato ma la fumata bianca è ancora lontana.

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IL BRASILE PERDE AI RIGORI LA PARTITA DEL CAMBIAMENTO

In Brasile è stata lotta all’ultimo voto. E al fotofinish la settima potenza mondiale, ha scelto: Dilma Rousseff è stata eletta presidente per la seconda volta con il 51,4% delle preferenze. Il risultato del ballottaggio è stato incerto fino all’ultimo, ma Dilma – erede di Lula ed ex guerrigliera – ha conquistato il secondo mandato quadriennale. La Roussef ha ottenuto tre milioni di voti in più di Neves, un margine strettissimo per un Paese che conta oltre 146 milioni di elettori. Con questa vittoria sofferta, il Partito dei Lavoratori rischia di rimanere per 16 anni di fila al potere: dal 2002 al 2010 con Lula e dal 2010 al 2018 con Dilma Rousseff.

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IL BRASILE PERDE AI RIGORI LA PARTITA DEL CAMBIAMENTO

In Brasile è stata lotta all’ultimo voto. E al fotofinish la settima potenza mondiale, ha scelto: Dilma Rousseff è stata eletta presidente per la seconda volta con il 51,4% delle preferenze. Il risultato del ballottaggio è stato incerto fino all’ultimo, ma Dilma – erede di Lula ed ex guerrigliera – ha conquistato il secondo mandato quadriennale. La Roussef ha ottenuto tre milioni di voti in più di Neves, un margine strettissimo per un Paese che conta oltre 146 milioni di elettori.

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HONG KONG, IL PARADOSSO DEL PORTO FELICE

Torna alta la tensione a Hong Kong dopo che il governo ha deciso di non scendere a patti con gli studenti e ha annullato la prima tornata negoziale con i manifestanti di Occupy Central. L’annuncio di un possibile inizio di dialogo, aveva fatto rientrare nei giorni scorsi le manifestazioni che per settimane hanno portato Hong Kong al centro della cronaca mondiale. Carrie Lam, il capo gabinetto del governo incaricato di condurre i colloqui, ha addossato la responsabilità del fallimento agli studenti che avevano organizzato un corteo in contemporanea all’incontro. La federazione degli studenti, invece, ha accusato il governo di “non essere mai stato sincero nel voler ascoltare le preoccupazione del popolo di Hong Kong”.

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