Autore: Andrea Orsini

 Decreto Biondi

“Piacere,  Decreto Biondi. Decreto di nome e Biondi di cognome”. Così amava presentarsi, giocando con le sue generalità, per ricollegarle a quel decreto del 1994 sulla carcerazione preventiva che rimase per sempre legato al suo nome.

Alfredo Biondi era così: capace di ironizzare su tutto, e prima di tutto su sé stesso. Era profondamente liberale perché non aveva dogmi, si metteva continuamente in discussione, e metteva in discussione tutto e tutti, con l’arma dell’ironia. Ironizzava su qualunque argomento, faceva battute corrosive su chiunque, su Borrelli – che da par suo si offese e rispose con livore – ma anche su sua moglie, che pure amava teneramente e che è sempre stata al centro della sua vita.

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Un approccio liberale alla vicenda Englaro

La posizione dei Radicali su questa  vicenda rappresenta esattamente il contrario non solo della mia personale opinione (questo avrebbe pochissima importante) ma anche di quello che considero un corretto approccio liberale alla vicenda. I Radicali sono qualcosa di profondamente diverso dai…

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