Autore: Andrea Danielli

Pensioni da incubo – e il sonno dei giuristi

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Ai nostri primi cenni sull’enorme disparità di trattamento tra le generazioni che ci hanno preceduto e i millennials, qualcuno ha commentato frettolosamente per accusarci di essere intenzionati a smantellare il welfare nazionale. Purtroppo la sindrome di Stoccolma è molto diffusa nel Paese: soprattutto il sabato mattina, quando valenti studenti liceali protestano contro i tentativi di offrire loro qualche chance in più nel mondo del lavoro. Oppure quando i sedicenti “socialisti” affermano che i “diritti acquisiti” non si toccano, e quindi se lo Stato ha permesso a una donna di non lavorare per tutta la vita, in quanto figlia nubile di un parlamentare dell’assemblea regionale siciliana deceduto, dobbiamo assistere impotenti.

Gli argomenti fallati che usano li conosciamo:

benaltrismo: ma perché occuparsi di pensioni quando ci sono: evasione, criminalità, corruzione?
reductio ad hitlerum: se inizi a togliere il diritto al vitalizio arriverai a levare tutti i diritti;
conservazione: lo Stato si regge sulle sue leggi, ergo non puoi modificarle.