Messo davvero male il Grand Old Party oggi!

Messo davvero male il Grand Old Party oggi!
Come è andata.
Quale il possibile futuro?

Quattro anni di Trump, verrebbe da dire.
E con ogni probabilità sarebbe un errore.
Non è che il partito repubblicano sia, come in effetti è (anche il Senato è passato al ‘nemico’ sia pure con il ‘trucchetto’ del voto di Kamala Harris in caso di parità), perdente su tutta la linea esclusivamente in conseguenza del fatto che il tycoon abbia governato.
Anzi.
A gennaio, a febbraio – quando Joe Biden arrancava perfino dietro a Buttigieg (??), oltre che a Sanders, nei Caucus e nelle Primarie democratiche – la maggior parte degli osservatori pensavano invece che avrebbe vinto.
Poi, ecco il Covid 19, la pandemia!
Ecco che lo schieramento dei media contro l’odiato Trump trova un tema unificante di grande impatto accusandolo di inerzia e incapacità al riguardo e per di più si compatta, fuori gioco finendo, per intervento dell’establishment dell’Asino, rapidamente i rivali interni all’ex Vice per la nomination.
Un altro, opposto mondo nel quale Trump affoga protestando (riguardo al voto postale, veicolo di quanto mai  possibili brogli già da decenni identificati e additati, avendo sostanzialmente ragione) e mettendoci quanto al metodo non poco del suo.
Ed eccoci ad oggi, al momento – fra poche ore – nel quale il Congresso deve ratificare gli esiti del Collegio Elettorale del 14 dicembre scorso.
Ed eccoci a passaggio nel quale, improvvisamente, inaspettatamente, un davvero notevole gruppo di Senatori e Rappresentanti repubblicani decidono di fare qualcosa di inedito (se non, senza rilievo, da parte di singoli): di ostacolare, infine sostenendo le obiezioni di Trump, le consuete operazioni al fine di creare un precedente storico che evidenzi il problema relativo alla correttezza del voto e consenta in futuro di intervenire per correggerne le fuorvianze.
A qual programmato fine tutto ciò, ci si chiede, vedendo tra i più attivi nientemeno che Ted Cruz e un paio di giovanotti che, come il texano, pensano già al 2024?
Non è forse e senza forse il partito che fu dì Lincoln, di Teddy Roosevelt, di Reagan alla canna del gas, senza prospettive?
Orbene, guardando al recente (non recentissimo, ma insomma) passato viene il ricordo di quanto occorso elettoralmente parlando nel 1980.
Il Grand Old Party – demolito dal Watergate – aveva perso alla grande la Casa Bianca nel novembre del 1976 e chi mai, in quel terribile frangente avrebbe scommesso sul futuro essendo i democratici in grande spolvero?
Un solo quadriennio ed ecco, nel citato 1980, totalmente cambiato di bel nuovo il mondo interno ed esterno, il predetto Ronald Reagan e il successore George Herbert Bush: dodici anni di gloria!!!
E allora, perché non muoversi per tempo?
Chissà?

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