Cara Alitalia, sarebbe ora di misurarsi col mercato senza più il bengodi degli aiuti pubblici

Per un osservatore razionale e smaliziato la nuova Alitalia dovrebbe trovare un mirabile spazio nei musei di scienza naturale (sezione dinosauri alati), piuttosto che negli scali italiani.

Il nuovo vettore ora chiamato Ita (acronimo di Aero Trasporti Italiani che poi per ironia della sorta è palindromo di Ati, storico e sfortunato vettore partecipato da una antichissima Alitalia) infatti ha tutta l’aria di essere una sorta di costosissimo esperimento da Jurassic Park piuttosto che una moderna azienda di trasporto aereo. E il suo piano industriale, seppur ammantato da vaghi slogan modaioli (lavoro agile, svolta green e nuove tecnologie informatiche), è frutto di concezioni superate con il sottofondo di un consociativismo aziendale indomito e per questo mai sopito (tanto che ora le uraniane e corporative organizzazioni sindacali pretendono il raddoppio delle risorse per far risorgere la aviolinea ‘più bella e più superba che pria’).

di: https://www.ilfattoquotidiano.it

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