La vicenda del crollo dei 250 metri del viadotto sul Magra

I liberali, in quanto attenti alle istituzioni, devono seguire con cura la vicenda del crollo dei 250 metri del viadotto sul Magra, tra Toscana e Liguria, in condizioni meteorologiche perfette e senza traffico dovuto alle restrizioni Covid19. A parte il danno alla viabilità e quindi la necessità di una ricostruzione il più possibile rapida dell’opera, quello che preoccupa (più dell’onere) è l’inerzia dell’ANAS. Ad un mese dal crollo, non ha ancora rimosso i tecnici coinvolti nei controlli del viadotto. I quali, durante il 2019,  hanno più volte (l’ultima a novembre) seccamente respinto i dubbi sollevati in sede locale circa la reale stabilità del manufatto, confermandone in pieno la stabilità. Il viadotto è poi crollato integralmente quattro mesi dopo.

Mercoledì 6 maggio, alla Camera, nelle Commissioni Ambiente e Trasporti congiunte, si è svolta l’audizione della Ministra De Micheli (PD) sul tema del crollo del viadotto sul Magra. Nell’introduzione la Ministra ha fatto telegrafico cenno alle indagini della Magistratura sul crollo e ha trattato soprattutto gli aspetti inerenti la ricostruzione, a partire dalla nomina da parte sua di un Commissario addetto, previo concerto già avviato del Parlamento. Sono intervenuti undici parlamentari, tra i quali tre – Riccardo Ricciardi (M5S), Erika Mazzetti (Forza Italia), Marco Silvestroni (Fratelli d’Italia) – hanno sollevato il tema mancanza di professionalità in modo esplicito chiedendo lumi. Nella sua replica, la Ministra ha risposto agli undici intervenuti. In dettaglio su tutti gli altri temi mentre non ha detto una parola di risposta ai tre deputati in tema di professionalità dei tecnici.

Siccome per i liberali è essenziale che lo Stato funzioni, in primo luogo per garantire la sicurezza ai cittadini (non ultima quella nelle comunicazioni viarie), è evidente l’interesse dei liberali, constatata la manifesta mancanza di professionalità dei tecnici finora incaricati, di conoscere le intenzioni dell’ANAS volte a garantire nella zona la gestione tecnica per il tempo a venire.

Già prima dell’audizione, l’Associazione liberale Competere aveva scritto (a firma mia e del prof.Paganini)  una lettera al Ministro De Micheli e al Presidente Conte, riguardo la gestione ANAS circa la professionalità nel controllo della stabilità del viadotto Magra, alla luce del fatto che l’ANAS non sta assumendo provvedimenti in attesa dell’inchiesta penale della Procura. La lettere osserva che ciò non corrisponde ai compiti di un’Istituzione pubblica efficiente dedita alla vita del cittadino. E rischia di aggiungere alla pandemia Covid19 la pandemia penalistica.

Le decisioni sulla sicurezza dei cittadini non possono essere affidate alla Procura, quando il fatto è certo e quando aver l’incarico per svolgere certi compiti pubblici  non è un diritto di cittadinanza. I diritti di chi ricopre un ruolo pubblico, non coincidono con quelli del cittadino in quanto tale. Vengono dopo gli  obblighi imposti dal ruolo, tra i quali in testa c’è la professionalità nello svolgerli, che nella fattispecie, di sicuro, non c’è stata. Non a caso l’art.111, c.5, della Costituzione sancisce che la formazione della prova non è in contraddittorio per effetto di provata condotta illecita.

Non può essere un caso che la Ministra non aveva replicato alla lettera, così come non ha replicato ai tre deputati nell’audizione. Il fatto rende assai verosimile pensare che sia sottoposta a forti pressioni dagli ambienti ANAS, che non intendono rinunciare ai propri privilegi quasi fossero dei privati e procrastinano la definizione delle responsabilità, ricorrendo alle dispute giuridiche sulle responsabilità, sulle tempistiche, sui diritti dei funzionari da rispettare. Ma  nella fattispecie tutte questa manovre dilatorie non possono distrarre (ai sensi appunto dell’art.111, c. 5 della Costituzione) né fare da paravento ad un dato comprovato. Il crollo completo del viadotto per una grave carenza di professionalità della struttura ANAS  di controllo.

Per tutti questi motivi, i  liberali, che hanno a cuore il funzionamento delle istituzioni, non dovranno diminuire l’attenzione sulla vicenda. Anche perché i tempi  delle indagini della magistratura non hanno certo quella rapidità richiesta dall’impegno politico delle Istituzioni a vigilare di continuo sulla sicurezza dei cittadini, in specie nella prospettiva della rapida ricostruzione del viadotto,  che non può in alcun modo veder coinvolti gli stessi personaggi che hanno partecipato al provocarla.

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