Mese: Marzo 2020

Biografia di Mauro della Porta Raffo come appare in www.cinquantamila.it Catalogo dei viventi

Mauro della Porta Raffo, nato a Roma il 17 aprile 1944.
Scrittore.
Saggista.
“Ho visto, ho letto e ricordo tutto (perfino le cose che devono ancora accadere)” • Figlio del tenente Manlio Raffo, romano, e di Anna Maria della Porta RodianiCarrara, nativa di Genazzano (Roma), folgorati nel 1942 da “un colpo di fulmine, un amore che fa superare i terribili e subito emersi contrasti di carattere”: per sposare la donna, il tenente Raffo, fervente fascista già volontario in Grecia, rinunciò a partire volontario per la campagna di Russia, nonostante avesse già completato l’apposito corso preparatorio a Terracina.
“Un atto […] deciso in piena coscienza, ma del quale, sono certo, non si darà mai pace. […]

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Un lockdown assurdo, pericoloso e non spiegato. Appello alla logica

Legare le mani dietro la schiena a un paese azzoppato non è una strategia seria. Non è neppure una strategia poco seria
Nel 1958, l’imprenditore e filantropo libertario americano Leonard Read scrisse un delizioso racconto, intitolato “I, Pencil”, nel quale una matita racconta il suo albero genealogico. La sua fabbricazione richiede la collaborazione inconsapevole di innumerevoli persone, dai boscaioli dell’Oregon alla segheria californiana dove i tronchi di cedro vengono lavorati, dai minatori dello Sri Lanka che estraggono la grafite per la mina fino ai raffinatori di olio per la laccatura esterna. Read aveva capito, settant’anni fa, un dettaglio dell’economia moderna che probabilmente è sfuggito – nella concitazione di questi giorni – al governo Conte: la sua complessità.

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UBBIDIENTI, MA ALL’ERTA. COMBATTERE L’EMERGENZA, MA DIFENDERE LA DEMOCRAZIA

«Primum vivere, deinde philosophari» (prima si pensi a vivere, poi a fare della filosofia): se il diritto alla salute sta giganteggiando su tutti gli altri è in virtù della gravità della minaccia alla – appunto – salute di tutti i cittadini, che ovviamente è un a priori rispetto al sistema produttivo e, nella corretta misura, rispetto ai pilastri dello Stato di diritto. Ma qualunque riflessione “extra-sanitaria” non può essere liquidata come dissertazione sui massimi sistemi. Bisogna anzitutto saper prendere le distanze da una narrazione eccessivamente colpevolizzante la società civile (che, dati alla mano, sta perlopiù obbedendo) e, specularmente, dalla totale de-responsabilizzazione (e finanche mitizzazione!) della società politica – o, meglio, dei vertici politico-amministrativi dello Stato, dal presidente del consiglio dei ministri ai sindaci, passando per i “governatori”. Il tutto mentre i militari presidiano le strade e fonti di rango secondario comprimono le libertà costituzionali in una misura mai sperimentata nella storia della Repubblica, a Parlamento (clamorosamente) chiuso.

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La tromba dei doni di Pechino all’Italia e al mondo

Giornali e telegiornali danno ampio spazio ai cosiddetti “aiuti” della Cina all’Italia per contrastare l’epidemia di coronavirus. Angela Merkel: È reciprocità. Un’ enorme campagna pubblicitaria per mostrare la Cina come il campione vittorioso sul Covid-19, dimenticando i silenzi sull’epidemia per quasi due mesi. Una Nuova Via della seta di tipo “sanitario”, con aiuti a Italia, Spagna, Serbia, Iran, Filippine, Pakistan, Corea del Sud, Giappone, Iraq. “E’ meglio la dittatura della democrazia”. A rischio la libertà religiosa in Cina e in Europa.

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Taiwan, Singapore, Corea: il virus ingabbiato senza perdere la libertà

Si porta sempre più ad esempio la Cina totalitaria per i metodi di contenimento dell’epidemia di coronavirus. E l’Italia, pur volendo restare un Paese democratico, sta provando ad imitarli. Eppure, oltre ad essere un modello più che discutibile, la Cina non è neppure l’unica nazione asiatica ad aver efficacemente contrastato l’epidemia. Altri Paesi, come Taiwan (la Cina democratica) e Singapore sono riuscite a prevenire lo scoppio dell’epidemia. Mentre la Corea del Sud, una delle nazioni più colpite, sta riuscendo a rallentarla come e più della Cina. E nessuno di questi governi ha usato metodi totalitari, ha bloccato intere regioni o interi settori economici come stiamo facendo noi.

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Trump contro Biden, alla prova del coronavirus

La partita per le prossime elezioni presidenziali pare ormai decisa: a meno di non avere ulteriori sorprese sarà Biden contro Trump. E in questa primavera, l’inizio della campagna presidenziale si giocherà tutto sul modo in cui verrà affrontata l’epidemia di coronavirus, che è scoppiata anche negli Stati Uniti nelle ultime due settimane.

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LIBERTATES INTERVISTA ADRIANO TESO

L’ABC dell’Economia e della Finanza è un libro chiaro e diretto al punto, proprio come il suo autore. Adriano Teso, imprenditore di successo ed ex Sottosegretario di Stato per il Lavoro e la Previdenza Sociale dal 1994 al 1995, offre la sua visione del panorama economico e finanziario italiano proponendone l’evoluzione verso la centralità del libero mercato e la semplificazione di un sistema altamente burocratizzato e inefficiente a causa di una capillare presenza statale, e che evidenzia l’urgenza di una classe politica in grado di farsi carico degli interventi necessari a risollevare il Paese.

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Air Italy, il fallimento del non-mercato

La crisi di Air Italy ha radici strutturali oltre che nella strategia dell’impresa. Difficile dunque pensare a una soluzione stile Alitalia. Ma è la mancanza di una seria politica di sviluppo del paese che fa sì che ogni crisi aziendale rappresenti un dramma.

Da dove nasce la crisi

La botte piena e la moglie ubriaca. Vogliamo salvare Alitalia, ma poi ci lamentiamo se le altre imprese non stanno in piedi. E così nasce la questione di Air Italy. Che ha diverse concause, per carità, ma che sicuramente non ha beneficiato dell’accanimento terapeutico che da anni tiene sul mercato un suo grande concorrente, quale è Alitalia, con ormai oltre un miliardo di denaro pubblico.

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