Anno: 2019

Ritorno al passato in nome dell’acqua pubblica

È stato presentato in Parlamento un disegno di legge che si propone di “attuare il referendum del 2011”. Se approvato, capovolgerebbe l’intero assetto della riforma dei servizi idrici del 1994. Proprio ora che se ne incominciavano a vedere i frutti.

Il Ddl per “attuare il referendum del 2011”

C’è qualcosa di nuovo oggi in Parlamento. Anzi, d’antico: un disegno di legge con una lunga lista di firmatari, capofila Federica Daga, si propone di “attuare il referendum del 2011”, capovolgendo così l’intero assetto della riforma dei servizi idrici avviata nel 1994.
Il disegno di legge prevede infatti l’affermazione dell’acqua come “bene comune” (concetto ignoto al nostro ordinamento giuridico) e del servizio idrico come privo di rilevanza economica, erogato secondo una logica di puro bisogno, come la sanità o l’istruzione; il ritorno alle aziende speciali di diritto pubblico, senza attendere la scadenza degli affidamenti esistenti, ma subito, grazie a un “fondo per la ripubblicizzazione” finanziato dalla fiscalità; il ritorno di ogni decisione in capo ai consigli comunali; manager di nomina politica; il ritorno degli investimenti alla fiscalità generale; l’erogazione gratuita di 50 litri al giorno pro-capite, anche a chi non ne ha bisogno; l’abolizione delle autorità di regolazione indipendenti e il ritorno delle competenze in materia tariffaria al ministero dell’ambiente; la fiscalizzazione dei debiti sin qui contratti.

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ANNI

L’anno più lungo: il 45 a.C., durò 445 giorni (secondo Svetonio, mentre altri storici romani parlano di una durata di qualche ventiquattr’ore meno) ed è noto come ‘anno della confusione’.
Il più corto: il 1582 d.C., durò 356 giorni.
Nel primo caso, l’introduzione dell’Anno Giuliano (ad opera di Giulio Cesare) rimise in ordine il calendario Numano (da Numa Pompilio).
Nel secondo, con la Riforma Gregoriana (voluta da Papa Gregorio XIII) si ‘aggiustò’ il predetto Giuliano eliminando nel citato 1582 i giorni dal 5 al 14 ottobre: al 4 del calendario Giuliano seguì così il 15 del calendario Gregoriano.

Va notato che, convenzionalmente, si usa il calendario Gregoriano anche con riferimento agli anni precedenti il 1582 e pertanto nella vigenza del Giuliano.
Perfino, in quella del preesistente Numano.

Dovesse, per esempio, usarsi il Giuliano per la data della scoperta dell’America (12 ottobre 1492), si parlerebbe di un 22 ottobre di quell’anno.
Comunque, se qualcuno avesse voluto commemorare nel 1582 il novantesimo anniversario della predetta scoperta datandola come si fa secondo il Gregoriano non avrebbe potuto farlo essendo il 12 ottobre sempre di quel benedetto anno uno dei giorni cancellati da Papa Gregorio.

Considerando poi che la datazione dalla nascita di Cristo voluta da Dionigi il Piccolo è sbagliata di sette anni (Gesù è nato il 17 aprile del 7 a.C.), invero, la scoperta del Nuovo Continente avvenne il 22 ottobre del 1499!

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In Venezuela gli asini volano

Perché i CinqueStelle pensano che Maduro sia la vera democrazia?
“Ma lo sai che il compagno Togliatti dice che gli asini volano?” “No, tu menti! Sei tu il solito borghese e servo del capitale che getta fango su Togliatti! Ma verrà un giorno che baffone…” “Non sto mentendo, ecco qui il titolo dell’Unità: il compagno Togliatti dichiara che gli asini volano!” “Beh, in effetti… bassi, ma volano”.
Questa barzelletta, che risale ai tempi d’oro del Pci, quando i compagni leggevano solo l’Unità e prendevano tutto quel che c’era scritto come verità di fede, appare solo relativamente come riferita ad un passato remoto.

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Alitalia ritorna di stato

L’avvio delle trattative di Ferrovie dello Stato con Delta ed Easyjet e la disponibilità del ministero dell’Economia a entrare nel capitale segnano l’ennesimo nuovo inizio per Alitalia. Ma il tempo stringe perché la compagnia continua a perdere soldi.

Alitalia tra trattative e perdite

La riunione del 14 febbraio tra i sindacati e il ministro del Lavoro Luigi Di Maio non è stata molto fruttuosa in termini di dati e numeri sul futuro di Alitalia.

Nel frattempo, il giorno precedente, il gruppo Ferrovie dello stato italiane ha annunciato che sono state avviate le trattative con il vettore tradizionale americano Delta Airlines e con la compagnia britannica low cost Easyjet. L’inizio delle trattative arriva tre mesi e mezzo dopo l’annuncio dell’offerta del gruppo ferroviario italiano per Alitalia.

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NO, IL REDDITO DI CITTADINANZA NON FARÀ CRESCERE I SALARI

Sui social impazza la bufala per cui il Reddito di Cittadinanza (RdC) provocherà un aumento dei salari. La narrazione sovranista può riassumersi così: poiché i lavoratori non saranno più disposti a lavorare per meno di 780€, l’offerta di lavoro diminuirà e le imprese saranno costrette a pagare di più un fattore produttivo scarso. Alcuni arditi si spingono a sostenere che questo processo aumenterà la produttività del lavoro e quindi favorirà l’innovazione. Ma è una truffa:

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Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien: un inno al liberalismo

Il Signore degli Anelli, di John Ronald Reuel Tolkien, è considerato l’opera fantasy più acclamata del XX secolo, con circa 150 milioni di lettori in tutto il mondo. Nella prefazione, Tolkien, che sentiva la necessità di spiegare in maniera più dettagliata l’obiettivo della sua opera, scrisse che:

Il motivo primo è stato il desiderio di un narratore di provare a cimentarsi in una storia veramente lunga che potesse attirare l’attenzione dei lettori, divertirli, deliziarli e a tratti anche eccitarli o commuoverli.

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Venezuela, ecco chi fa il tifo per Maduro e chi per Guaidó

Il Venezuela è ancora spaccato in due: Guaidó contro Maduro, parlamento contro presidenza. Usa, paesi sudamericani e Regno Unito sono con Guaidó. Russia, Turchia, Cina (e la Cgil in Italia) sono con Maduro. Il Papa prega per le vittime. L’Ue diplomaticamente si limita a invitare al rispetto dei diritti. E dalle favelas e dall’esercito potrebbero esserci sorprese.

Il Venezuela, da due giorni, continua ad avere due presidenti. Il presidente dell’Assemblea Nazionale (il parlamento) Juan Guaidó rivendica il diritto costituzionale di svolgere le funzioni di presidente ad interim, fino a convocazione delle prossime libere elezioni. Il presidente in carica, Nicolas Maduro, denuncia un tentativo di colpo di Stato nei suoi confronti. L’opposizione accusa Maduro di elezioni fraudolente per la sua conferma il 20 maggio 2018 e di aver illegalmente esautorato un parlamento regolarmente eletto. Non è guerra civile, ma quasi. E intanto gli attori politici, nazionali e internazionali, prendono posizione.

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Bergoglio e Conte a sostegno di Maduro

Maduro ha ringraziato tutti coloro che, nei diversi paesi del pianeta, si sono schierati dalla sua parte e non hanno appoggiato lo sfidante Guaidò. La sua gratitudine è andata a chi, a New York, Parigi, Londra, ha manifestato in suo favore. Ma, soprattutto, si è rivolta verso i governi di quei paesi che hanno scelto di non interferire nelle vicende interne del Venezuela preferendo ignorare che la crisi economica, politica e sociale della nazione sudamericana non produce effetti devastanti sono a Caracas ma in tutto il continente americano ed anche in quello europeo. Ma chi sono questi governi, oltre naturalmente a quello castrista di Cuba, che tra Maduro, caudillo erede di Chavez,

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