Mese: Gennaio 2019

Austerità: quando funziona e quando no

L’austerità basata sulla riduzione della spesa pubblica costa meno in termini di crescita di quella fondata sull’aumento delle entrate. Lo spiega, con un’analisi rigorosa, il libro di Alberto Alesina, Carlo Favero e Francesco Giavazzi in uscita per Rizzoli.

Una medicina necessaria

Esce il 29 gennaio, Austerità, un libro scritto da Alberto Alesina, Francesco Giavazzi e da me. Vorrei dare ai lettori de lavoce.info la mia visione del libro e del suo messaggio generale, costruito nei lunghi anni di lavoro sui dati dei piani di aggiustamento fiscale realizzati dai vari paesi Oecd nell’ultimo quarantennio.

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Perché la bufala dei Savi di Sion e quella sul Franco CFA si somigliano molto

Il senatore grillino Lannutti ieri ha riesumato il feticcio antisemita dei Protocolli dei Savi di Sion – feticcio mai completamente sepolto, ma nascosto sotto il tappeto della cattiva coscienza europea – ed è stato costretto a una precipitosa marcia indietro. La denuncia dell’ex capopopolo consumerista traghettato a Palazzo Madama era la solita. Dietro il sistema bancario internazionale c’è un’élite ebraica che domina il mondo attraverso il controllo del denaro.
Nelle stesse ore il suo capo politico Di Maio rilanciava l’accusa di Di Battista contro il franco Cfa come perdurante strumento di dominazione coloniale francese sugli stati africani e come causa diretta di impoverimento e dunque di immigrazione. Lungi dal rinnegare l’accusa, dopo le proteste del governo di Parigi Di Maio l’ha confermatacome una verità scomoda e, malgrado ovviamente l’evidenza stia da tutt’altra parte e confermi che, come minimo, non esiste alcuna correlazione fra Franco Fca e gommoni, visto che gli stati che adottano questa valuta coloniale non sono certo ai primi posti della classifica degli sbarchi in Italia.

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Carige, avanti un altro!

La commedia delle banche: atto III

La vicenda Carige ripercorre la trama di una commedia (meglio sarebbe parlare di dramma) che abbiamo già visto.
– la crisi viene da lontano: la solita Cassa di Risparmio gestita da un padrone assoluto, assalita e spolpata da politici famelici (di tutti i partiti), da imprenditori bravissimi a ottenere crediti e fidi che mai avrebbero potuto restituire, da iniziative strampalate ma utili per avere consenso, da autentici atti da codice penale, già nove anni fa era in situazione difficile. Infatti c’è una richiesta “urgentissima” della Banca d’Italia che imponeva un aumento di capitale e la cessione del ramo assicurazioni; purtroppo, caso strano, quella richiesta era anche “segretissima” e quindi nessuno ne ha saputo nulla e tutto è continuato come prima

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Reddito di cittadinanza: aspettatelo invano

Con la sicumera tipica di chi, come lui, ha mietuto grandi successi nella vita, Luigi Di Maio ha annunciato che da Aprile il reddito di cittadinanza sarà realtà. Sarebbe, pur ridimensionato rispetto alle promesse elettorali, un grande successo per il Movimento 5 Stelle. Sarebbe, ma non sarà: in pratica, la erogazione di questo deprecabile beneficio sarà impossibile prima di molti mesi, che saranno caratterizzati dal caos più assoluto. Vediamo perché.
I beneficiari sembravano fino a ieri 1,4 milioni di famiglie, ora divenute 1,7 (un aggiustamento di oltre il 20% “last minute”, che vuoi che sia).

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La Libia, Gheddafi e l’Italia

Cosa abbiamo guadagnato e cosa abbiamo ottenuto con la mediazione, a Palermo, fra le due principali fazioni in lotta nella guerra civile di Libia? C’è chi dice che sia stato un flop, concentrando l’attenzione sulla plateale uscita di scena della Turchia, che ha abbandonato il tavolo negoziale. C’è chi, invece, sottolinea il successo del primo summit libico promosso dall’Italia, dopo anni in cui ci siamo limitati a seguire la politica di potenze più attive nell’area, quali Francia e Usa.
La vera domanda, è: perché prima non eravamo noi a gestire la crisi libica? Tutto sommato è l’Italia la potenza ex coloniale nel paese nordafricano. È l’Italia che ha la maggiore e più lunga esperienza negli affari libici. È sempre l’Italia la nazione europea geograficamente più vicina. Eppure siamo quasi del tutto esclusi dalla gestione della crisi libica post-Gheddafi.

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TAV: BASTA CON GLI INDUGI! IL FUTURO DELL’ITALIA PASSA DALLE INFRASTRUTTURE

Sabato 12 gennaio a Torino si terrà una nuova manifestazione del comitato “Si Tav”.
L’associazione I Liberali e il nostro giornale Cartalibera, con il direttore Edoardo Croci, aderiscono all’iniziativa, con la convinzione che crescita del Paese non possa prescindere da infrastrutture strategiche la cui realizzazione è in forte ritardo. Di seguito riportiamo il comunicato del comitato “Si Tav.”
L’anno 2018 è finito, ma non è giunta ancora nessuna notizia sui risultati dell’analisi costi benefici della TAV, promessi più volte dal Governo. Per questo motivo non vogliamo più stare ferme, ma vogliamo far sentire la voce di tutti coloro che hanno a cuore le infrastrutture del Paese.

Inoltre, l’aumento dei pedaggi autostradali dal 1° gennaio solo per le autostrade del nord-ovest, Torino-Bardonecchia, Aosta-Monte Bianco e Torino-Savona, lascia  presagire una mossa del governo per influenzare il lavoro della commissione incaricata, che avrebbe già dovuto consegnare le sue valutazioni sulla TAV.

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