Mese: agosto 2018

Risorse per le infrastrutture: meglio liberalizzare che nazionalizzare

Un evento drammatico e luttuoso come la caduta del ponte Morandi di Genova dovrebbe far riflettere l’Italia sulla necessità di investire più risorse nella costruzione e nella modernizzazione del suo patrimonio infrastrutturale, da rinnovare più che da manutenere. Ma quali risorse?

Il dibattito – inaugurato dai leader di governo Salvini e Di Maio mentre ancora si cercavano superstiti – ha subito preso la piega di un piagnisteo antieuropeo, come se l’Italia subisse delle limitazioni dall’Unione Europea per le sue scelte di investimento in conto capitale. In realtà, non c’è nessuna regola comunitaria che vieta a uno stato membro di investire le proprie risorse in infrastrutture, purché abbia i fondi necessari per farlo.

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Nuovo crocevia per Alitalia

Se non vuole ritrovarsi nel classico vicolo cieco, il governo deve scegliere nuove strade per Alitalia. Puntando al riequilibrio economico attraverso un piano d’impresa che aggiusti un modello di business che non funziona, per farlo divenire sostenibile.

Evitare soluzioni inopportune

Sul caso Alitalia, uno dei dossier più urgenti sui tavoli ministeriali, il nuovo governo si è espresso con diverse dichiarazioni dei suoi esponenti. Vanno nella direzione di un più ampio e diretto impegno pubblico per la soluzione della crisi, pur non prevedendo necessariamente un futuro controllo pubblico. Date le condizioni delicate del vettore, sinora solo in parte documentate dai pochi dati gestionali pubblicati dai commissari e necessariamente destinate a peggiorare con la fine della stagione ad alta domanda, conviene analizzare sinteticamente le diverse strade che si aprono al crocevia dei decisori pubblici. L’obiettivo è di distinguere tra quelle senza uscita, quelle praticabili ma inopportune e quelle opportune ma difficili.

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