Nasce il governo Conte. tra inesperienza e populismo.

Dopo tre mesi di contorsioni, frenate, denunce di colpi di Stato e infinite giravolte, finalmente ci siamo: Lega e M5S hanno trovato l’accordo in extremis, e ora il “governo del cambiamento” può finalmente partire. Ieri sera, infatti, il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte (che fino a ventiquattr’ore fa era tornato nell’oblio) ha sciolto positivamente la riserva, e Sergio Mattarella ha firmato i decreti esecutivi di nomina.

Ma su cosa si concentrerà la loro attività di governo? E quali sono i cardini della “proposta Savona”?

Partiamo dal “Contratto di governo”. Trenta punti in 57 pagine che esplorano tutti i punti di cui si è parlato in campagna elettorale, dalla riforma delle pensioni, l’introduzione di un reddito di cittadinanza e la flat tax.

Secondo una prima valutazione dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani presieduto da Carlo Cottarelli, il programma avrebbe un impatto sul bilancio dello stato devastante: il totale delle misure è ha debito di oltre 100 miliardi.

Leggi QUI il “contratto di governo”

Non meno dirompente la proposta del neoministro Savona, non solo per le sue implicazioni antieuropee ma anche per sfumature di centralismo e dirigismo degne degli anni ’50.

Il “piano b” di savona QUI.

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