Mese: aprile 2018

Concorrenza ad alta velocità

In Europa ci sono oggi circa 9 mila chilometri di linee ad alta velocità, concentrate per lo più nei quattro stati più grandi. L’Italia è il paese dove il traffico cresce di più. Sarà merito del fatto che solo da noi ci sono due operatori in concorrenza?

Quattro paesi ad alta velocità

L’alta velocità nelle ferrovie italiane è un successo, documentato dell’elevata frequenza dei treni Frecciarossa e Italo – tanto che la rete è stata definita la “metropolitana d’Italia” – e dall’alto tasso di occupazione dei posti sui treni di entrambe le compagnie. E confermato dalla valutazione che il fondo americano Global Infrastructure Partners ha dato dell’azienda di Italo al momento dell’acquisizione.

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La piccola Masa, l’illuminismo e lo storicismo

La guerra siriana, come ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, è una “guerra sporca”. C’è una realtà apparente, che è quella, di volta in volta, presentata dagli organi di informazione di massa. Molto più difficile appurare quale sia la verità.

Giornalisti che vogliono, non informare, ma argomentare in modo intelligente l’interpretazione dei fatti che hanno deciso di sostenere possono, ad esempio, puntare sull’emotività. Ecco la foto di una bambina bellissima, la piccola Masa di sette anni, pubblicata dall’inglese “Sunday Times” e poi ripresa da molti altri organi di informazione in tutto il mondo. Ad esempio dal Quotidiano “Corriere della Sera” con l’articolo “La guerra negli occhi di Masa” (edizione di lunedì 16 aprile 2018, pagine 1 e 8). Chi è quel mostro che ha attentato alla vita di quella bambina di sette anni, così come della sua sorella gemella e di sua madre, una giovane donna di 34 anni? L’articolista lo scrive come se si trattasse di un fatto ormai acclarato ed incontestabile: «sono sfuggite» «alle bombe chimiche di Douma lanciate dal regime Assad».

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Ue, o si cambia o si implode

Una risposta all’asse Parigi-Berlino

Le fughe in avanti degli “ultra europeisti” Macron e Merkel stanno provocando l”inevitabile: un principio di rigetto da parte dei Paesi che non intendono farsi schiacciare. Perché è chiaro che l’asse Berlino-Parigi, dietro alle proclamazioni di rito, nasconde lo scopo di stabilire – anzi rafforzare – un’egemonia inossidabile all’interno dell’Unione.

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