Anno: 2018

Se la libertà coincide col buon senso

La retorica del cuore è una cosa; la realtà è un’altra. E così la concreta possibilità che Foodora lasci l’Italia all’indomani del decreto annunciato dal ministro Luigi Di Maio ci fa capire quanto spesso sia difficile fare i conti con le regole dell’economia e del buonsenso.

Non si tratta, qui, di ragionare su quanto viene dato ai ragazzi che, in bicicletta, consegnano pizze o altro. Si tratta invece di comprendere come chi vuole irreggimentare la società attraverso l’ennesima legge di cui non c’è bisogno fatichi a capire il mondo in cui viviamo e le necessità di tanti tra noi.

Voler trasformare in lavoratori dipendenti, infatti, coloro che adesso lavorano qualche ora a settimana per le agenzie di consegna significa non avere inteso che, per lo più, chi opera in tal modo lo fa proprio perché non si tratta di un primo impiego. Foodora e le altre società analoghe si avvalgono essenzialmente di studenti o anche di lavoratori che già hanno un posto, ma sono felici di arrotondare in questa maniera.

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Machiavelli, l’emigrazione e gl’illuministi Scozzesi

Nel capitolo XV del “Principe” il nostro Machiavelli pronuncia la celeberrima sentenza che ritengo basilare per la politica e la scienza sociale: “Ma sendo l’intento mio scrivere cosa utile a chi la intende, mi è parso più conveniente andare drieto alla verità effettuale della cosa che alla immaginazione di essa.” Nella sua famosa ‘versione italiana’ del capolavoro, Piero Melograni la traduce così: “Ma essendo il mio scopo quello di scrivere qualcosa di utile per chi vuol capire, mi è parso più conveniente inseguire la verità concreta, piuttosto che le fantasie.” Senza sminuire in nulla la lodevole fatica di Melograni, azzardo a dire che qui la potenza di scrittura di Machiavelli viene alquanto snervata dalla traduzione, altrimenti spesso  indispensabile. Certo, la ‘verità effettuale’ è ‘concreta’, tuttavia anche più che concreta, cioè ‘necessaria’, ‘costante’, ‘ineluttabile’.

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Alitalia, dal prestito ponte al vicolo cieco

Se le regole europee sugli aiuti di stato fossero state seguite alla lettera, oggi Alitalia avrebbe un piano di ristrutturazione effettivo. E non correrebbe il rischio di essere obbligata a rimborsare il prestito ponte di 900 milioni erogato un anno fa.

Regole per l’aiuto di stato

Il nuovo governo ha eredito dal precedente non solo la crisi di Alitalia, ma anche una posizione molto problematica verso la Commissione europea in relazione al prestito ponte erogato alla compagnia un anno fa.

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Considerazioni liberali su spread e cittadini

Per la politica liberale i cittadini contano più dello spread. Per il motivo che lo spread non è neppure un indicatore che condensa l’andamento di aspetti reali dell’economia di un paese. Il fatto è alcuni lo definiscono come indicatore solo perché ne cercano uno e  lo fanno con un intento teorico che però non corrisponde in pieno ai fatti concreti. La cosa non muta neppure quando si accompagna ad elencare una serie di fattispecie in cui vari singoli cittadini potrebbero trarre beneficio dall’avere indicazioni sulla complessiva situazione economica in cui si trovano. Infatti l’approccio liberale non consiste nello sciorinare parole adatte al far immaginare un’attenzione strutturale, giuridica e politica, alla centralità del cittadino. Consiste nel praticarla quell’attenzione. Perché l’impegno liberale non si esprime mai nelle intenzioni teoriche, bensì sempre nelle scelte fondate sui fatti e sui comportamenti effettivi. Quindi, svolgere considerazioni sugli aspetti dell’economia di mercato, non basta per  restare nel clima liberale se insieme non si mantiene stretto il legame con la realtà concreta per renderla di mercato.

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Nasce il governo Conte. tra inesperienza e populismo.

Dopo tre mesi di contorsioni, frenate, denunce di colpi di Stato e infinite giravolte, finalmente ci siamo: Lega e M5S hanno trovato l’accordo in extremis, e ora il “governo del cambiamento” può finalmente partire. Ieri sera, infatti, il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte (che fino a ventiquattr’ore fa era tornato nell’oblio) ha sciolto positivamente la riserva, e Sergio Mattarella ha firmato i decreti esecutivi di nomina.

Ma su cosa si concentrerà la loro attività di governo? E quali sono i cardini della “proposta Savona”?

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La demagogia è la forma politica del post-pensiero

Nell’epoca, che ho definito del “post-pensiero”, plasmata dall’intreccio pragmatico di tecnologie comunicative, globalizzazione puramente finanziaria e algoritmi, la democrazia rappresentativa va alla deriva nella “demagogia”. E posso dire, a titolo di premessa di quanto dirò qui di seguito, che il potere finanziario ha uno specifico interesse a liquidare la rappresentanza politica nella demagogia, per consolidare quel potere tecnocratico, che è funzionale ai propri interessi e profitti.

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Perché Air France non è Alitalia

Le notizie arrivate dalla Francia sulla crisi di Air France hanno indotto a tracciare un parallelo con quella di Alitalia. Ma le analogie sono poche e superficiali, mentre le differenze sono profonde, soprattutto nei risultati della gestione industriale.

Un paragone azzardato

Air France come Alitalia? Nei giorni scorsi sui media italiani è girata con grande rilievo una notizia sensazionale: Air France in crisi profonda, come Alitalia; i lavoratori hanno respinto con referendum un accordo sindacale, esattamente come lo scorso anno i lavoratori di Alitalia; il ministro francese dell’economia Bruno Le Maire ha dichiarato che non avrebbe messo altri soldi dei contribuenti francesi nel capitale di Air France, esattamente come ha sostenuto in più occasioni il ministro italiano dello Sviluppo economico Carlo Calenda in relazione ad Alitalia.

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