Mese: dicembre 2017

Ridurre le tasse si può e si deve – intervento al convegno Ridurre le tasse per rilanciare la crescita, Rima 4/12/2017

Di fronte a una seria prospettiva di flat tax bisogna esaminare anche l’altra faccia della luna e avere chiaro perché paghiamo le tasse. Si dice che noi riceviamo servizi e benefici dallo stato e che pertanto dobbiamo pagare per quello che riceviamo. E’ un imperativo morale oltre che un obbligo sinallagmatico. Ma è vero che riceviamo tanto? È tutto utile ciò che riceviamo?
In una società pacifica, con cittadini rispettosi dei contratti tra loro stipulati, non ci sarebbe bisogno dello stato. Purtroppo si annidano nella collettività animi maligni, pronti alla violenza, irrispettosi degli impegni e si rende necessario creare dei servizi comuni per il mantenimento dell’ordine pubblico, per la difesa e per l’amministrazione della giustizia.

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Avvocati di tutta Italia, unitevi! Per l’equo compenso

Nella legge di bilancio in discussione si fissano le retribuzioni minime di alcuni professionisti. Ma l’Antitrust ha giocato di anticipo e bocciato il provvedimento perché anticoncorrenziale. Oltre che iniquo.
Un “salario minimo” per i professionisti
Avvocati di tutto il mondo, unitevi! Non era così che si chiudeva il Manifesto di Marx ed Engels? Forse no, devo andarmelo a rivedere. Eppure sembra essere il motto del governo sul tema del cosiddetto “equo compenso”, che in buona sostanza è il salario minimo applicato anche ai liberi professionisti.
Per un economista sparare sul tema è così facile da risultare finanche noioso. Soprattutto per il suo improbabile campo di applicazione.
La ratio è questa: rispetto ad alcuni clienti, i poveri liberi professionisti sarebbero una parte debole che deve essere tutelata da clausole vessatorie e dal tentativo di farli lavorare per due soldi. Quindi si vuole introdurre una legge che li protegga dallo sfruttamento al quale sono sottoposti.

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