Mese: dicembre 2017

Nikki Haley: un terremoto all’ONU

È su tutte la pagine dei principali quotidiani americani, di lei circolano decine di video, dichiarazioni e immagini sui social network internazionali. Stiamo parlando di Nikki Haley, la rappresentante diplomatica alle Nazioni Unite, celebre per aver “rotto” una linea di silenziosa subordinazione alle – sempre più frequenti – contraddizioni provenienti dal Palazzo di Vetro.
Nikki Haley è stata scelta da Donald Trump per rappresentare gli Stati Uniti d’America all’interno della più importante organizzazione internazionale, all’inizio del 2017. Nata da una famiglia indiana sikh, Nikki (nata Nimrata Dandhawa), è figlia di due immigrati trasferitisi prima in Canada e poi negli Stati Uniti: il padre, professore universitario, e la madre, insegnante e imprenditrice. Nikki inizia la carriera politica poco più che trentenne, quando viene eletta rappresentante del Congresso nel collegio di Lexington, in Sud Carolina. Pochi anni dopo diventa governatrice del Sud Carolina e rieletta per un secondo mandato nel 2014.

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Capanna, rimembri ancora quel giorno del 1969?

Premetto che quanto vado a raccontare costituisce solo un mio ricordo personale di un avvenimento che mi vide testimone , sabato 22 novembre 1969.
Quel pomeriggio nella basilica di San Carlo, a Milano, fu commemorato l’agente di P.S. Antonio Annarumma , che qualche giorno prima aveva perso la vita nella vicina Via Larga, assassinato con un colpo di tubolare Innocenti mentre era alla guida del suo gippone .
E’ doveroso ricordare – e Michele Brambilla con il suo “L’eskimo in redazione” ha saputo raccontare in maniera efficace il fango che veniva sparso quotidianamente sulla nostra Polizia tacciata di essere “fascista” e “serva dei padroni – che in quelle giornate  alcuni  blindati dei carabinieri erano stati schierati di fronte alle caserme milanesi di Bicocca e di piazza S.Ambrogio , ove erano dislocati i Reparti Celere della polizia di Stato , per scongiurare eventuali sortite dei colleghi di Annarumma , ormai vilipesi ed  esasperati da turni massacranti (rischiavano di farsi accoppare per una misera paga mensile 65.000/70.000 lire ! ) e decisi ad assaltare la Statale , allora “occupata” dal Movimento Studentesco e dai mitici “Katanga”, per dar loro una lezione.

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Ridurre le tasse si può e si deve – intervento al convegno Ridurre le tasse per rilanciare la crescita, Roma 4/12/2017

Di fronte a una seria prospettiva di flat tax bisogna esaminare anche l’altra faccia della luna e avere chiaro perché paghiamo le tasse. Si dice che noi riceviamo servizi e benefici dallo stato e che pertanto dobbiamo pagare per quello che riceviamo. E’ un imperativo morale oltre che un obbligo sinallagmatico. Ma è vero che riceviamo tanto? È tutto utile ciò che riceviamo?
In una società pacifica, con cittadini rispettosi dei contratti tra loro stipulati, non ci sarebbe bisogno dello stato. Purtroppo si annidano nella collettività animi maligni, pronti alla violenza, irrispettosi degli impegni e si rende necessario creare dei servizi comuni per il mantenimento dell’ordine pubblico, per la difesa e per l’amministrazione della giustizia.

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Avvocati di tutta Italia, unitevi! Per l’equo compenso

Nella legge di bilancio in discussione si fissano le retribuzioni minime di alcuni professionisti. Ma l’Antitrust ha giocato di anticipo e bocciato il provvedimento perché anticoncorrenziale. Oltre che iniquo.
Un “salario minimo” per i professionisti
Avvocati di tutto il mondo, unitevi! Non era così che si chiudeva il Manifesto di Marx ed Engels? Forse no, devo andarmelo a rivedere. Eppure sembra essere il motto del governo sul tema del cosiddetto “equo compenso”, che in buona sostanza è il salario minimo applicato anche ai liberi professionisti.
Per un economista sparare sul tema è così facile da risultare finanche noioso. Soprattutto per il suo improbabile campo di applicazione.
La ratio è questa: rispetto ad alcuni clienti, i poveri liberi professionisti sarebbero una parte debole che deve essere tutelata da clausole vessatorie e dal tentativo di farli lavorare per due soldi. Quindi si vuole introdurre una legge che li protegga dallo sfruttamento al quale sono sottoposti.

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