E’ mancato a Roma il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo.

Era figlio del col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo,  fucilato alle Fosse Ardeatine nel marzo 1944, che era stato capo del fronte clandestino romano dopo l’8 settembre 1943.Molti giornali non hanno ricordato il ruolo primario di Montezemolo a capo della Resistenza romana,ruolo che venne oscurato dai comunisti con l’attentato di Via Rasella che porterà il colonnello alle Fosse Ardeatine.

Una figura di spicco della Guerra di Liberazione,un autentico patriota  di cui il Cardinale serbava un grande e forte ricordo e di cui era giustamente orgoglioso.
Fu un grande diplomatico vaticano, molto amico del Papa  Benedetto XVI, di cui creo’ lo stemma araldico .Montezemolo era uno studioso appassionato di araldica su cui scrisse anche un libro considerato come il più autorevole in materia.
Forse la Segreteria di Stato vaticana avrebbe avuto al suo vertice ben altro uomo,se lui fosse stato scelto al posto del discusso cardinal Bertone.
Sono stato in rapporti con lui per molti anni e mi fu grato per aver ricordato suo padre in più occasioni. Sarebbe voluto intervenire di persona,ma gli acciacchi dell’età gli consentirono solo di inviare messaggi di altissimo livello morale e storico. Ci fu una Resistenza politica e una Resistenza militare,patriottica,con le stellette di cui il gen. Giuseppe Perotti e il col. Montezemolo,ambedue medaglie d’oro al valor militare,sono i più significativi esempi. Furono fucilati ambedue,uno al Martinetto di Torino e l’altro alle Fosse Ardeatine di Roma perché vennero traditi.Ma il Cardinale aveva solo parole di perdono cristiano verso i carnefici del padre,anche  se teneva molto che fosse ricordato il suo sacrificio.
Quando mia madre compi cento anni e venne festeggiata al Circolo della Stampa nel luglio 2016,mandò un messaggio di auguri, accompagnando la speciale benedizione di Papa Francesco,scrivendo di mia madre che era “una donna del Risorgimento”.
Il Cardinale di Montezemolo è stato un grande torinese che appartenne ad una nobile e importante famiglia piemontese.
Il fatto che ci sia anche un discendente di nome Luca è secondario e casuale. A Luca, con cui intrattenni qualche rapporto, inviai un articolo sull’eroico Colonnello,ma capii che forse non conosceva neppure la sua storia. Una volta accennai l’episodio al Cardinale che si limitò a sorridere.
Era un uomo mite,ironico,fermissimo nella sua esemplare fede cristiana fatta anche di tolleranza e di compassione per gli errori e le debolezze umane .

A volte la vita è davvero imprevedibile.

La sera dei suoi funerali  a Roma,al ristorante di piazza del Pantheon

dove ero solito vedermi con Marco Pannella, ho visto un gruppo di  turisti americani che mangiava pesce, sorseggiando un barolo Cordero di Montezemolo. La combriccola felice forse non sapeva neppure di bere un grande vino inadatto col pesce e ,meno che mai ,sapeva dei Cordero di Montezemolo,un nome che ha onorato il Piemonte,l’Italia,la Chiesa.Anche tantissimi italiani non sanno nulla di quella famiglia che appartiene alla migliore storia del nostro Paese.L’ignoranza  e l’oblio prevalgono  e la barbarie può facilmente prevalere sull’Italia civile.
Il Cardinale di Montezemolo ci ricorda  invece che esiste un’altra Italia a cui guardare per uscire dal pantano.
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