Il problema italiano sempre irrisolto: il divario tra il centro-nord ed il mezzogiorno

italia-forbiceFiumi d’inchiostro sono stati versati per analizzare questo problema e per cercare di fornire soluzioni. Nel secondo dopoguerra vennero introdotte normative ad hoc, fu creata la c.d. Cassa per il Mezzoggiorno ed effettuati ingenti investimenti. Qualche progresso si è registrato ma il divario non è stato, in sostanza, colmato. Secondo i dati raccolti da EUROSTAT (dati pubblicati nel maggio 2015) riguardanti gli anni 2012-2013 risulta che il Prodotto Interno pro capite (il P.I.L.) medio dei cittadini dell’Unione Europea era di 26.000 euro.

Quello dei cittadini delle Regioni dell’Italia Settentrionale è di 35.000 euro. Quello dei cittadini delle nostre regioni meridionali si aggira sul 63-64% della media dell’UNIONE EUROPEA.

L’Italia è – a parere di chi scrive – paragonabile ad un corridore che deve competere con atleti di altri paesi avendo al piede una pesante palla di ferro. Eppure in tali regioni ci sarebbero risorse e capitali umani e culturali notevolissimi.

La corruzione nella gestione della cosa pubblica vanifica, però, gli sforzi degli amministratori e degli imprenditori come risulta evidente leggendo la cronaca. A nostro “sommesso” parere la corruzione viene, in misura ragguardevolissima, alimentata dalle autonomie regionali. In teoria l’occhio degli elettori locali dovrebbe ostacolare il malcostume ma occorrerebbe una consolidata tradizione di governo locale e di controlli amministrativi. Il che evidentemente non avviene. Forse si dovrebbe “ripensare” quanto prima tutta l’autonomia regionale.

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