I magistrati in politica

imageNon di rado nel nostro paese ci sono magistrati che intraprendono la carriera politica e vengono anche eletti nelle magistrature locali o nazionali.

Il che è legalmente consentito ma sarebbe ottima cosa evitarlo perché nel cittadino può.

insorgere il dubbio che tali magistrati nell’esercizio delle loro funzioni, specie quando sono monocratici, possano non essere “veramente” “super partes”.

Sarebbe poi da vietare, per legge, agli stessi, di fruire di un periodo di aspettativa e, “a loro libito”, di poter chiedere di rientrare nei ranghi una volta dimessisi d a una carica politica elettiva (deputato, senatore, consigliere comunale etc.).

 Il magistrato deve essere, come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto.

Ci piace chiudere citando Orazio: (v.”Odi”,4,9,41): “Bonus atque fidus judex honestum praetulit utile” (= buono e sicuro è il giudice che antepone l’onestà ad ogni vantaggio personale).

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