Mese: febbraio 2017

Come ridare una rotta ad Alitalia

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Alitalia è un vettore fuori rotta economica. Sui viaggi intercontinentali può ancora stare sul mercato, ma con la sua struttura dei costi non può sostenere la concorrenza dei low-cost sul breve-medio raggio. La soluzione potrebbe essere proprio quella di trasformarla in una compagnia a basso costo.

Una crisi chiamata concorrenza

Alitalia è nuovamente in una condizione di grave crisi, come già avvenne nel 2007-08 e nel 2013-14. La crisi ha un nome semplice: si chiama mercato, anzi concorrenza.

Neminem laedere – Non recar danno ad alcuno

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In base a questo principio giuridico chi ha subito un danno ha titolo ad un risarcimento. Questa regola “Non causare danno ingiusto ad altri” non trova udienza in casa degli abortisti che, in sostanza, ritengono che sia lecito praticare liberamente l’aborto. E tanto peggio per i poveri feti!

In questi giorni, secondo notizie di stampa, la Regione Lazio intenderebbe dar seguito ad un concorso all’Ospedale S. Camillo di Roma per assumere a tempo indeterminato due medici purchè siano disponibili a praticare in quel nosocomio aborti. Sarebbero cioè esclusi i c.d. obiettori di coscienza.

Foibe ed esodo: io non scordo

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Varese 10 febbraio 2017

Giorno del Ricordo, Aula Magna dell’Università dell’Insubria.

Allocuzione di Pier-Maria Morresi, presidente del Comitato provinciale di Varese dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Consigliere nazionale ANVGD.

Sono trascorsi settant’anni da quando 350mila giuliano-dalmati sopravvissuti agli eccidi comunisti abbandonarono con ogni mezzo la loro amata terra, sperimentando la tragedia dello sradicamento totale e collettivo.

La maggior parte di loro è morta senza avere non dico giustizia, ma almeno il sacrosanto diritto di veder riconosciuto il proprio immane sacrificio.

Chiedo in prestito le parole al presidente emerito Giorgio Napolitano: “La tragedia di migliaia di italiani imprigionati, uccisi, gettati nelle foibe assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica”, ha detto nel 2007, rompendo dopo 60 anni la cortina del silenzio.

Quando il proporzionale si rivela una trappola

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Alcuni amici liberali mi hanno fatto intendere di non condividere la mia insistenza per un ritorno ad una legge elettorale basata sui collegi uninominali, come erano la legge n. 277/1993 (per la Camera dei deputati) e la legge n. 276/1993 (per il Senato), sia pure con le modifiche che ho proposto. Perché — mi si obietta — non attestarsi, invece, sulla difesa di una legge elettorale proporzionale che, nelle attuali condizioni d’incertezza, finisce per garantire tutti, non penalizzando particolarmente alcuno? Prova provata di tale convenienza è che il proporzionale sembra mettere d’accordo forze politiche tanto distanti quali sono Forza Italia di Berlusconi, da un lato, ed il Movimento Cinque Stelle, dall’altro. Diamo a ciascuno la propria fetta di rappresentanza parlamentare, in misura proporzionale al consenso ricevuto dagli elettori, e tutti saranno contenti.

Canta che ti passa

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Il “FESTIVAL DI SAN REMO” sta ipnotizzando milioni di Italiani.
E’ lo specchio del livello culturale medio del nostro paese.
E questo è scoraggiante.
Le banalità sonore e testuali abbondano.
Nel frattempo la lista dei nostri malanni non decresce.
In primis il fardello del debito pubblico.
Il “debito pubblico” (v, Carlo Cottarelli -“IL MA CIGNO”, ed. Feltrinelli, marzo 2016), stando ad una nota che figura sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, è pari al valore nominale di tutte le passività lorde consolidate delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, enti locali ed istituti previdenziali pubblici). In sostanza si tratta di quello che le amministrazioni pubbliche hanno preso a prestito.