Anno: 2017

Fisco e federalismo – intervento al convegno Ridurre le tasse per rilanciare la crescita.

La riduzione delle tasse è la madre di tutte le battaglie di libertà. E’ liberale, in quanto riduce la dipendenza dell’individuo dallo Stato, e rende disponibili preziose risorse per gli investimenti; è riformista, perché richiede un approccio realistico e graduale, non ideologico, alla soluzione dei problemi; è federalista nel diffidare di una gestione centralizzata dei beni comuni e nel preferire un controllo ravvicinato degli amministratori da parte dei cittadini; ma è anche carica di ideali libertari, al limite dell’utopia, nell’immaginare nuovi scenari e futuri assetti virtuosi della politica.

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Rosatellum-bis, come se ne esce?

L’attuale Parlamento, eletto, anzi nominato dai capi dei partiti nel 2013, dopo avere approvato nel 2015, con tre inammissibili voti di fiducia, la legge elettorale denominata, con qualche contorsione di genere, “italicum”, e poi dichiarata parzialmente incostituzionale all’inizio di quest’anno, ci ha ora regalato, tanto per non smentire le sue origini e il suo incerto latino, una nuova legge elettorale, il c.d. “rosatellum-bis”, a forte odore d’incostituzionalità, sia nell’iter legislativo, perché approvata con ben otto voti su altrettante questioni di fiducia poste dal Governo, sia nel merito, perché viola gravemente tutte le norme costituzionali che presidiano il voto degli elettori, che deve essere «personale ed eguale, libero e segreto» (art. 48, comma 2, Cost.) oltre che «universale e diretto» (art. 56, comma 1, e 5, comma 1, Cost.).

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La Sicilia che non ti aspetti

Le elezioni regionali del 5 novembre 2017 hanno rappresentato un momento di svolta per la Regione siciliana: infatti, con una significativa novità rispetto a quanto avvenuto nei precedenti settant’anni (a partire dal 1947), il numero dei deputati dell’Assemblea regionale si è ridotto, passando da 90 a 70. Poiché la composizione dell’Assemblea regionale è stabilita direttamente dallo Statuto speciale della Regione, per realizzare questo cambiamento si è reso necessario approvare una legge costituzionale, la legge 7 febbraio 2013, n. 2. Com’è noto, per approvare una legge costituzionale, la Costituzione richiede una doppia lettura da parte di ciascuna delle due Camere del Parlamento e, in seconda lettura, l’approvazione di un testo conforme a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera. É importante evidenziare che la procedura per l’approvazione della predetta legge costituzionale è stata avviata con un’iniziativa dell’Assemblea regionale siciliana, una cosiddetta “legge-voto”. La Regione, quindi, è stata protagonista della volontà della propria auto-riforma istituzionale. Si è così dimostrato che non è vero che le Istituzioni non si possano riformare; occorre soltanto la volontà politica.

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Nel mentre il tempo si va facendo breve

nel corso del quattordicesimo anno della mia quinta ‘indizione’

la prima uscita on line del mio ‘dizionario enciclopedico’ intitolato ‘nel mentre il tempo si va facendo breve’ sarà pubblicata e disponibile lunedì 6 novembre.

ovviamente 2017.

i testi ricompresi – ben oltre millecinquanta – sono aggiornati al 29 ottobre.

ogni fine mese, successivamente, l’opera verrà riproposta, rivista laddove necessario e con l’aggiunta di nuove voci.

accade che tutto questo avvenga nel quattordicesimo anno della mia quinta ‘indizione’.

(naturalmente, considero il 17 aprile – giorno della mia nascita – momento iniziale delle ‘indizioni’ che vado vivendo.

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La nostra riforma fiscale deve essere ecologica

Caro direttore, la recente proposta dell’Istituto Bruno Leoni sulla «flat tax» ha il merito di aver innescato un dibattito sulla necessità di una profonda revisione dei meccanismi di tassazione del reddito, in una logica di semplificazione, equità e contrasto all’evasione.

Il dibattito mostra anche i limiti del processo di riforma fiscale avviato con il conferimento nel febbraio 2014 della delega al governo da parte del Parlamento per la realizzazione di una riforma fiscale.

Una delle assenze più rilevanti da questo quadro è l’adozione di una riforma fiscale ecologica finalizzata a spostare il carico fiscale dal reddito e dal lavoro alle attività dannose per l’ambiente. Tale riforma avrebbe come principali benefici la limitazione dei danni sociali generati dall’inquinamento e un maggiore reddito disponibile per le famiglie.

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La storia di Caporetto vista con gli occhi di oggi

Caporetto, di cui ricorre in questi giorni l’anniversario, non fu solo una sconfitta. Diede inizio a tutta una serie di interpretazioni socologiche
L’Italia, purtroppo per noi, è nota agli storici militari soprattutto per le sue grandi sconfitte. E così, fra Canne, Adua ed El Alamein, troviamo anche Caporetto, di cui oggi si celebra il centenario. “Una Caporetto” è entrato nel lessico popolare come sinonimo di “disastro”. Il 24 ottobre 1917 la XIV Armata austro-tedesca di Otto von Below, sfondò le linee italiane in un ampio tratto di fronte compreso fra Plezzo e Tolmino, un territorio alpino attualmente in Slovenia. Epicentro dell’azione fu il villaggio di Caporetto (oggi Kobarid), dove avvenne lo sfondamento principale nel centro dello schieramento italiano.

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Riflessioni a margine dell’incontro de “I Liberali” sulla fiscalità”

Premessa.
Sono personalmente convinto che ogni intervento di efficientamento dell’attuale sistema fiscale o di più radicale riforma abbia come condizione preliminare il recupero significativo della troppa evasione.
Per evitare che il recupero si accompagni alla espansione di una cattiva spesa, si dovrebbe sancire (ed attuare) la regola che ogni euro recuperato sia portato, automaticamente e anno per anno, in detrazione delle aliquote di prelievo, concentrando i benefici sulle (poche) tasse progressive del sistema italiano.

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LIBERALI OGGI. PERCHE’?

Intervento di Michele D’Elia al convegno “Ridurre le tasse per rilanciare la crescita” organizzato da Cartalibera il 14/10/2017

Preambolo

  “ La concezione liberale deriva da profonde esigenze morali e politiche insite nella coscienza di ogni uomo politico.

Essa fu attuata in Italia da movimenti che, connessi con le più progredite correnti del pensiero europeo, furono i massimi fattori del Risorgimento e dell’Unificazione Nazionale, della prosperità dei primi anni del secolo scorso, della vittoria del 1918. Dopo che vent’anni di assolutismo  hanno dimostrato a quali risultati conduca l’avvilimento della personalità umana e dei diritti individuali, il Partito Liberale Italiano, rinnovato nello spirito e negli uomini, torna ad affermare i suoi principii e le sue tendenze programmatiche che gli consentono di definirsi il Partito della Libertà e del Progresso Sociale …”

Questo scrivevano i liberali torinesi nell’aprile del 1944, sul loro giornale clandestino, Risorgimento Liberale.

Oggi, 2016, abbiamo ancora bisogno di un Risorgimento Liberale, della Rivoluzione di pensiero che gli è propria.

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