Nino Vaccarella

rw_05032013_1362471125Nino Vaccarella è nato a Palermo il 04/03/1933, da genitori di origini Madonita.

La mamma, infatti, era nata a Petralia Soprana, il padre a Petralia Sottana, entrambi fondatori di scuole private tra le più vecchie e affermate di Palermo, l’Istituto Oriani e la scuola elementare Maria Montessori.

Fin da piccolo si dedicò agli studi e allo sport, soprattutto il calcio, ma la vera passione furono le macchine, infatti, passava interi pomeriggi presso l’officina Alfa Romeo per vedere le macchine da corsa dei grandi campioni degli ani 40 e 50, che dopo il secondo conflitto mondiale erano tornate a gareggiare nel Giro di Sicilia.

I vari Villoresi, Ascari, Biondetti, Taruffi, Gendebien, Bracco partecipavano alle varie edizioni e si preparavano ad affrontare la difficile corsa Siciliana.

In seguito la passione lo portò ad assistere a qualche edizione della famosa Targa Florio, la prima quella del 1953 vinta da Franco Cortese su Fraser Nache dopo un bel duello con la Ferrari di Bracco e quindi alla memorabile edizione del 1955 con le tre Mercedes che batterono la Ferrari del bravo Castellotti.

Gli inizi di guidatore non furono soddisfacenti, infatti, l’irruenza e l’incoscienza avevano il sopravvento sulla prudenza e poca esperienza, con due pericolosi incidenti, il primo con la Topolino del cognato il secondo con la Fiat 1100/3 del Padre con gravi danni alle macchine.

Nel Marzo del 1956 il padre di Nino morì prematuramente e così il giovane studente poi laureatosi in Giurisprudenza con la sorella Ada, si occupò della gestione della scuola.

Nino ereditò la Fiat 1100 dal Padre e a Dicembre partecipò alla sua prima gara la Passo di Rigano – Bellolampo piazzandosi al quinto posto di classe.

Nel 1957 acquistava una Lancia Aurelia B20 2500 e iniziava la sua longeva carriera con risultati interessanti, l’ultimo dei quali nel Dicembre del 1958 la Passo di Rigano – Bellolampo con un primo posto assoluto e con una buona esperienza acquisita.

Nel 1959 il grande e risolutivo salto con l’acquisto della Maserati 2000 quattro cilindri, con la quale vinceva quasi tutte le gare, la Valdesi – Montepellegrino, il Gran premio di Pergusa, la Montepellegrino, la Monte Erice due volte, la Sassi – Superga, la Bolzano – Mendola, la colle San Rizzo, la Catania Etna quest’ultima con la Cooper Maserati della Centro Sud.

Era il successo e la stampa Nazionale cominciava a parlare del pilota Siciliano come una sicura promessa, dopo la scomparsa di alcuni celebrati campioni Italiani quali Ascari, Castellotti e Musso.

Nel 1961 il pilota palermitano diventava professionista ingaggiato dalla Scuderia serenissima del Conte Volpi, che gli consentiva una maturità internazionale nelle più importanti gare, le 12 ore di Sebring in Florida, la Targa Florio, la 1000 km del Nürburgring tutte valide per il campionato del mondo sport prototipi allora più impegnativo e prestigioso del campionato di Formula 1.

Partecipava altresì a otto Gran premi di Formula 1.

Il primo exploit nel 1960 nella Targa Florio con la Maserati Birth Cage 2890 in coppia con Maglioli dove nel suo turno di guida andava al comando con più di quattro minuti sulla Porsche di Bonnier e sulla Ferrari di Von Trips ma era costretto al ritiro per la rottura del serbatoio della benzina tra il grande rammarico del pubblico Siciliano che già pregustava l’exploit del giovane Palermitano.

Nel 1963 il grande salto di qualità, il sogno di ogni grande pilota l’ingaggio con la scuderia Ferrari con la quale si creava un rapporto di collaborazione ma che per sua scelta gli consentiva di continuare il suo lavoro di Preside dell’Istituto Oriani.

Veniva così chiamato dai giornalisti il Presidente volante ed arrivavano dopo l’incidente del Maggio 1963 al Nürburgring che gli costava la sosta per tutto l’anno e attendere la guarigione del braccio destro malamente fratturato, le prime prestigiose vittorie.

Nel Marzo del 1964 si piazzava secondo assoluto alla 12 ore di Sebring con Scarfiotti, primo assoluto sempre con Scarfiotti alla 1000 km del Nurburgring  dopo quattordici giorni alla 24 ore di Le Mans con il Francese Guichet.

Era l’anno della rivincita e veniva premiato alla fine dell’anno con la medaglia d’oro al valore atletico per la conquista del campionato mondiale sport prototipi.

Nel 1965 la tanto agognata vittoria alla Targa Florio con la Ferrari P2 in coppia con Lorenzo Bandini, con il nuovo record della corsa e il giro più veloce.

Era la festa incontenibile dei siciliani che finalmente vedevano vincere il loro beniamino nelle strade delle Madonie sempre caratterizzate dalle vittorie dei più grandi piloti internazionali.

A Maggio un’altra stupenda vittoria a Monza nella coppa Intereuropa dopo un duello entusiasmante con l’Inglese Salvadori entrambi alla guida di una Ferrari 250 LM.

Nel 1967 altri importanti piazzamenti con la Ford GT 40 della scuderia Brescia Corse, primo nel Gran premio di Pergusa, primo di classe alla 12 ore di Sebring, il terzo assoluto alla 1000 km di  Zeltweg.

Era premiato sempre nel 67 dall’Associazione Nazionali Corridori Automobilisti Italiani come miglior pilota dell’anno e si concludeva il rapporto con la Ferrari.

Dopo alcuni inviti della Porsche negli anni 1966/67 a far parte della squadra Tedesca rifiutati stilava un contratto con l’Alfa Romeo per il biennio 1968/69 e portava alla vittoria le debuttanti Alfa 33/2000, alla 24 ore di Daytona, nel circuito del Mugello e alla 500 km di Imola.

Nel 1969 con l’Alfa 33/3000, terzo assoluto a Hockenheim e primo assoluto al Gran premio di Pergusa. Nel 1970 il ritorno alla Ferrari con la nuova 512 S, primo assoluto alla 12 ore di Sebring, secondo assoluto alla 1000 km di Monza, terzo assoluto alla Targa Florio, terzo assoluto alla 1000 km del Nürburgring.

Nel 1971 e 72 il ritorno all’Alfa Romeo con altri ottimi piazzamenti, la seconda vittoria alla Targa Florio con l’alfa 33/3000, il terzo assoluto alla 12 ore di Sebring e secondo assoluto alla 1000 km di Austria.

Da: www.dissensiediscordanze.it

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