Mese: ottobre 2016

La pace si può raggiungere rispettando le parti in causa

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La pace scaturisce dalla consapevolezza che due narrative contrastanti non possono «vincere» o «perdere». La pace si ottiene quando entrambe le leadership, da una parte e dall’altra, prendono la decisione reciproca di creare un futuro migliore per tutti. La prima volta che mi sono seduto al tavolo con la controparte palestinese, in veste di capo negoziatore israeliano, il dibattito è iniziato con il tentativo di convincere gli altri della fondatezza storica delle nostre richieste.

Dopo ore e ore di interminabili discussioni che spaziavano dall’epoca biblica fino ai nostri giorni, si è capito che invece di cercare un accordo su quale causa fosse più giusta, occorreva adottare decisioni pratiche sul futuro dei nostri popoli in questo minuscolo lembo di terra, compreso tra il fiume Giordano e il mar Mediterraneo, che per me corrisponde alla Terra di Israele e per loro alla Palestina.

CENA DI CARTALIBERA

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Serata speciale, riservata agli amici di “Cartalibera”- giornale di opinioni liberali:

Lunedì 7 novembre 2016
ore 20.30, Milano
Ristorante Eatery, via Soresina 4 (C.so Vercelli)

per una cena che avrà come ospite Livio Caputo, con cui parleremo delle imminenti elezioni del Presidente degli Stati Uniti.
Nell’occasione gli consegneremo il premio “Controcorrente Luca Hasdà” assegnato dal nostro giornale a chi si è maggiormente “distinto per la capacità di operare in modo etico e socialmente utile, anche a costo di scontrarsi con interessi e poteri consolidati”.

La partecipazione è a numero chiuso. E’ necessario riservare fino ad un max. di 4 posti:
telefonando al numero 3314187810
inviando una mail a info@cartalibera.it indicando nome e cognome, telefono, mail e numero di presenze
compilando il modulo QUI

Il costo è di 50 euro, che potranno essere pagati direttamente al nostro desk all’ingresso della sala del ristorante il 7 novembre.
In attesa di incontrarci, i più cordiali saluti

Nino Vaccarella

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Nino Vaccarella è nato a Palermo il 04/03/1933, da genitori di origini Madonita.

La mamma, infatti, era nata a Petralia Soprana, il padre a Petralia Sottana, entrambi fondatori di scuole private tra le più vecchie e affermate di Palermo, l’Istituto Oriani e la scuola elementare Maria Montessori.

Fin da piccolo si dedicò agli studi e allo sport, soprattutto il calcio, ma la vera passione furono le macchine, infatti, passava interi pomeriggi presso l’officina Alfa Romeo per vedere le macchine da corsa dei grandi campioni degli ani 40 e 50, che dopo il secondo conflitto mondiale erano tornate a gareggiare nel Giro di Sicilia.

Premio Controcorrente Luca Hasdà 2016 a Livio Caputo

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Il Premio “Controcorrente Luca Hasdà” 2016 è stato assegnato oggi 11 ottobre 2016 a Livio Caputo.

Livio Caputo, giornalista, oggi editorialista di politica estera de “Il Giornale”, ha lavorato in diversi Paesi, è stato vicedirettore de “Il Giornale”, con cui ha collaborato fin dalla creazione accanto a Indro Montanelli, direttore di Epoca, direttore del quotidiano «La Notte», caporedattore del «Corriere della Sera». Tra le cariche istituzionali, è stato senatore e sottosegretario agli Affari Esteri, oltre che consigliere comunale a Milano.

Il premio, assegnato annualmente dalla redazione del giornale on line Cartalibera vuole ricordare la figura anticonformista del giovane politico liberale Luca Hasdà, scomparso 21 anni fa. È dedicato a chi si è maggiormente “distinto per la capacità di operare in modo etico e socialmente utile, anche a costo di scontrarsi con interessi e poteri consolidati”.

Sed quis custodiet ipsos custodes? = Chi controlla gli stessi controllori ?

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E’ un verso di Giovenale (Satire VI) divenuto quasi proverbiale.
Nella pubblica amministrazione i controlli sono fondamentali per avere una macchina amministrativa onesta ed efficiente.
Nel complesso mondo della finanza italiana l’attività di controllo è, se non erro, affidata, in primis, alla Consob ed alla Banca d’Italia.
Leggo nella cronaca che, sovente, dirigenti di tali organismi, una volta in quiescenza o anche prima, vengono assunti da importanti istituti di credito o gruppi imprenditoriali. Fermo restando il principio della libertà di occupazione non sarebbe saggio introdurre norme che facciano divieto, prima che sia trascorso un adeguato periodo di tempo (un biennio?), a siffatte assunzioni?
Grato per un Suo commento.
Gradisca i miei complimenti per i Suoi scritti

Ponte sullo Stretto: ci sono altre priorità

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Dopo tante critiche a Berlusconi per aver portato avanti il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, siamo rimasti sorpresi nel leggere le dichiarazioni del Ministro Del Rio a favore della sua reintroduzione tra le opere di interesse nazionale!

Se il dovere di un buon amministratore sta nell’indirizzare le risorse pubbliche dove esse potrebbero migliorare la vita dei suoi concittadini in modo più efficiente e duraturo pochi attualmente potrebbero dissentire che tali risorse dovrebbero essere rivolte in due direzioni: 1) per migliorare l’ambiente (soprattutto quello urbano dove vive più del 75% della popolazione) e 2) per sostenere uno sviluppo economico tale da ridurre significativamente il numero dei disoccupati ed il debito pubblico (una minaccia incombente in caso aumentino i tassi di interesse).

Il quid hayekiano e thatcheriano di Caprotti, fascio di energia lombarda

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La sua vita è stata un lungo ragionamento su che cosa volesse il consumatore, su come migliorare la sua esperienza di acquisto, su come preservarne la fiducia
Sulla lapide, dovrebbe star scritto “Bernardo Caprotti (1925-2016), imprenditore lombardo”. L’aggettivo vale quanto il sostantivo per capire, nei limiti del possibile, atteggiamenti e tic del padrone di Esselunga. Per intenderci, Caprotti era tipo che ci teneva a ricordare al suo interlocutore, già è stato scritto, d’essere tarantolato dal lavoro al punto di non aver mai visitato Gerusalemme, e gli sarebbe piaciuto, e di aver disertato regolarmente il suo palco alla Scala, e amava l’opera. Lì per lì l’interlocutore guardava ammirato questo monumento vivente all’abnegazione imprenditoriale. Era difficile però che non si chiedesse, a un certo punto, se davvero tre ore di Traviata potessero infliggere un colpo mortale alla produttività di Esselunga o se una visita in Israele, regolarmente equipaggiati di telefono peraltro, avrebbe messo a repentaglio il futuro della Ferrari della grande distribuzione. La verità è che tutti siamo nati per soffrire, ma noi lombardi di più. Fra Milano e Sondrio se di una persona si dice che lavora troppo, sottinteso: non ha un attimo per godersi la vita, è per farle un complimento. Già arrivati a Pavia qualcuno comincia ad alzare il sopracciglio.