Il gravissimo problema europeo attuale: il flusso dei profughi

profughi-siriani-unione-europeaLa costruzione europea rischia di crollare a causa delle divisioni tra i Governi per quanto riguarda la politica da adottare o, in alcuni casi, già adottata, in questa materia.

Ne abbiamo già scritto su questo foglio alcuni mesi fa intitolando l’articoletto “Finis Europae?”.

Era agevole formulare l’interrogativo che ci sembra stia per avere, purtroppo, una risposta affermativa.

Complici anche le non lontane elezioni tedesche, il termine vicino del mandato del Presidente degli Stati Uniti, il prossimo referendum britannico circa l’uscita o meno dall’Unione Europea, si continua a tracheggiare.

Va detto a merito del nostro Primo Ministro che il nostro Premier ha posto recentemente in maniera chiara il problema sul tavolo degli altri Governi.

Verrà ascoltato o ci si limiterà a formulare dichiarazioni di buona volontà cui non seguiranno iniziative concrete?

Certo alcuni Governi avvertono il problema in maniera meno acuta in quanto più lontani, geograficamente, di altri da esso ciò non di meno alla lunga non possono credere di esserne esenti.

Se l’Unione Europea dovesse disfarsi le conseguenze socio-economiche negative sarebbero gravissime, infatti, si ripercuoterebbero, in varia misura, su tutti i cittadini europei.

Inviare aiuti finanziari e – occorre non nascondersi dietro un dito- intervenire militarmente in loco è l’unica scelta razionale possibile.

“Si vera sun exposita”(= Se sono vere le cose esposte ) ci si consenta di concludere con un’altra citazione latina (i Romani erano profondi conoscitori delle vicende umane): “Suspicienda quidem bella sunt ob eam causam, ut sine iniura in pace vivatur” (= Si debbono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace, Cicerone, “De off., I, 12,35).

“Concordia res est in rebus maxime adversis utili (= la concordia è specialmente utile nelle  avversità-P. Licinio).

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