L’Unione Europea è in grave pericolo

crisi_europea-580x475Dopo la catastrofe del secondo conflitto mondiale statisti illuminati compresero che un’organizzazione europea interstatale avrebbe contribuito efficacemente a scongiurare altre guerre. Furono cosi’ costituite la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, prima, poi la Comunità Economica Europea e l’Euratom.

Grazie a tali istituzioni ed alle regole che vennero poste i paesi membri fruirono di un periodo di pace e di progresso lungo e ragguardevole.

Nell’ultimo anno ci sono gravissimi segnali di un disfacimento di tale organismo: la Gran Bretagna potrebbe uscire, il principio della libera circolazione delle persone all’interno della C.E.E. è stato subordinato agli interessi degli Stati dell’ Europa Settentrionale, sotto la spinta di Berlino si è promesso ai Turchi di considerare la loro adesione all’Unione Europea.

All’origine di tutto ciò: la situazione del Medio Oriente, dell’Africa Centro -Settentrionale ed i conseguenti flussi migratori.

Si tratta di situazioni drammatiche ma, ad un esame “pacato animo”, non irrisolvibili.

Qualche migliaio di soldati e bravi diplomatici potrebbero risolvere il problema libico.

Nell’Africa sub-sahariana con programmi d’aiuto “ben amministrati ” (cioè non consentendo ai politici locali di arricchirsi) la situazione potrebbe migliorare sì da ridurre il flusso di migranti verso l’Europa.

Certamente senza accordi internazionali, segnatamente con la Russia e gli Stati Uniti, e senza l’invio di truppe sotto l’egida delle Nazioni Unite non si riuscirebbe nell’intento.

Tutto ciò necessiterebbe uno sforzo finanziario ma quale sarebbe il prezzo della fine dell’Unione Europea?

Il problema -gravissimo- è che non si scorgono Statisti all’altezza.

Ci sembrano tutti interessati unicamente al loro orticello elettorale.

E, ahinoi !, “dum Romae consulitur Saguntum expugnatur ” (= mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata ; T.Livio “Hist. 1,21,7).

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