“Not in my backyard” (= “Non nel mio cortile”)

bitonci corteoCredo che questo dovrebbe essere il motto (che é in uso oltre Atlantico per manifestare la volontà di non venire coinvolti in iniziative non condivise) che hanno, in pratica, adottato vari Governi europei per quanto riguarda i flussi di profughi che giornalmente arrivano dall’Africa settentrionale e dal Medio Oriente in Europa.

Le frontiere di vari paesi membri dell’Unione Europea si stanno, infatti, chiudendo.

In un nostro scritto, ospitato da “Cartalibera” il 1 febbraio del crt. anno dal titolo “Il problema dei profughi. Finis Europae?”, manifestammo il timore del disfacimento dell’Unione Europea in seguito a questo enorme problema che non si vuole affrontare “in radice”.

Purtroppo non ci sembra che ci sbagliammo . . .ma era facile la previsione!

Occorrerebbe intervenire con mezzi adeguati (forze armate, aiuti “ben” organizzati) alle fonti del problema.

A tal fine sarebbe necessaria una volontà politica coesa europea con l’aiuto degli Stati Uniti.

L’impresa non è, ovviamente, agevole ma continuando in questo inane modo il problema non sarà risolto e gli oneri finanziari non scemeranno.

Ci vorrebbero, però, statisti all’altezza e non politicanti interessati solo a quel che accadrà alle prossime elezioni nel loro “backyard”.

L’orizzonte è molto scuro perchè abbiamo l’impressione che i nostri reggitori europei siano obnubilati sì da andare verso la rovina (Quos vult perdere Iupiter dementat prius = Giove fa prima uscir di senno coloro che vuol rovinare)!

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