“FECISTI PATRIAM MULTIS GENTIBUS UNAM” (=Facesti un’unica patria alle diverse genti)

AusoniusQuesto verso (63) é contenuto nel Libro I del componimento in distici elegiaci “De reditu suo” di Claudio Rutilio Namaziano.

Questi nacque in Gallia (forse a Tolosa) nel V* secolo d.C. da nobile famiglia romana (suo padre, Lacanio, fu governatore di Tuscia ed Umbria), fu “Praefectus urbis” nel 414 d.C.

Nel 415 o nel 417 d.C. fu costretto a rientrare nei suoi possedimenti in Gallia, provincia devastata dall’invasione dei Goti. Il viaggio via mare, dato che le vie consolari erano diventate insicure, descritto nel sopracitato poema (dalle foci del Tevere a Luni) contiene interessantissime informazioni sui luoghi con ricordi eruditi e l’esaltazione della grandezza di Roma, ormai decaduta.

Abbiamo citato il verso che figura nel titolo perchè sintetizza mirabilmente quel che nel corso dei secoli Roma era riuscita a compiere.

Basterà solo ricordare che San Paolo rivendicò la propria cittadinanza romana.

Le invasioni barbariche distrussero la costruzione civilizzatrice compiuta dall’Urbe.

Nell’ultimo dopoguerra si è cercato di riunificare i popoli dell’Europa Occidentale ma la costruzione comunitaria si sta rivelando fragile talchè ci sembra, ahinoi, improbabile che si realizzi quel che orgogliosamente rivendicava nel suo verso Rutilio Namaziano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *