Anno: 2015

DINASTIE POLITICHE AMERICANE

Molti i segni, molti i fatti che fanno oggi ritenere prossimo l’annuncio della candidatura a White House per il 2016 di Jeb Bush
Negli Stati Uniti, dai tempi dei tempi, un’infinità di figli, nipoti e, in qualche caso, generi, seguendo le orme di padri, nonni e suoceri, si sono dati con profitto e successo alla politica.
Per primi, ai massimi livelli, gli Adams.

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USA LA CAMPAGNA DEL 1876 E IL ‘COMPROMESSO DEL 1877’

Quando furono resi noti i risultati delle elezioni per la Casa Bianca del 1876 fu evidente che il candidato democratico Samuel Tilden (come dipoi nel 2000 Al Gore) aveva ottenuto più voti popolari del suo rivale repubblicano Rutherford Hayes.
A causa del complesso sistema elettorale, però, nessuno dei due poteva contare su un numero di delegati tale da essere proclamato presidente.

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IL DUBBIO

Dubitiamo e quindi soccomberemo
1985, Bompiani pubblica ‘Riscatto’, il secondo romanzo di Jay McInerney.
Lo scrittore di Hartford ha appena riscosso un grande successo a livello internazionale con ‘Le mille luci di New York’.
Contano tutti sul bis che non ci sarà.
Peccato, direi.
Non che fosse un capolavoro: si trattava di una storia strana, con echi conradiani e riferimenti precisi a Hemingway.
Un giovane eppur ‘consunto’ americano in cerca appunto di riscatto in Giappone, le arti marziali, la sciabola o forse la spada, un dolore dell’anima inspiegato e presente…
Un epilogo ‘giusto’: nel duello all’arma bianca che oppone il protagonista al ‘vilain’ di turno, il Nostro ha per un attimo la possibilità di uccidere il rivale che si è scoperto.
All’atto, indugia percorso dal dubbio che, uomo ‘civile’ quale è, ne caratterizza il tratto.
La pagherà cara quell’indecisione: il ‘vilain’ approfitterà poco dopo di una sua stanca mossa, gli troncherà senza battere un ciglio torace e vita e se ne andrà assolutamente soddisfatto.

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“SIAMO TUTTI CHARLIE” E PER I POLITICI LA SATIRA NON È PIÙ DIFFAMAZIONE

“La satira è l’esame di coscienza dell’intera società; è una reazione del principio del bene contro il principio del male; è talora la sola repressione che si possa opporre al vizio vittorioso; è un sale che impedisce la corruzione”. Così diceva Carlo Cattaneo con un aforisma che, dopo i 12 morti alla redazione di Charlie Hebdo, appare di stretta attualità.
Non solo a Parigi ma in tutta Europa migliaia di persone sono scese in piazza per manifestare la propria solidarietà nei confronti degli uccisi e lo slogan “Je suis Charlie” è diventato un simbolo utilizzato in immagini, post, status e tweet. Ma il dibattito è andato oltre. In molti hanno definito Charlie Hebdo come un giornale anti-Islam, dimenticando che il settimanale prendeva in giro ogni estremismo e fanatismo fosse politico o religioso con provocazioni molto forti e a volte sgradevoli.

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QUALCHE CONSIDERAZIONE FORSE BANALE APPROSSIMANDOSI IL 2015

Pensando all’imminente inizio del nuovo anno mi sono sforzato d’individuare qualche pensiero gradevole ma, forse a causa della mia indole proclive al pessimismo, non sono riuscito nell’impresa.
Mi consola l’idea di essere in questo probabilmente in buona compagnia.
I lettori che, dopo questa premessa, continueranno nella lettura non me ne vorranno perché li ho avvertiti in tempo.
Iniziando l’elenco dei “pensierini ” di fine anno dirò che l’Italia sta attraversando, a mio giudizio, uno dei momenti più difficili della sua storia a causa della crisi economica con il conseguente elevato tasso di disoccupazione specie giovanile, della non riduzione del debito pubblico, degli scandali e della litigiosità tra le forze politiche. Quel che, però, desta, a parere dello scrivente, maggior preoccupazione é il clima di rassegnazione che sembra diffuso. La gente cioè sembra incapace di credere che le cose possano, nel breve periodo, migliorare.

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