“VENIAM NECESSITATI DARI” (=E’ indispensabile piegarsi alla necessita’ – v. Cicerone, “De officiis”, 2, 16, 56).

Pare evidente che contrastare efficacemente l’integralismo islamico in Medio Oriente ed in Africa Settentrionale sia un’impresa drammaticamente ardua anche perché le forze estremiste possono contare su terroristi anche in Europa.

Gli Stati Uniti, guidati da un presidente a fine mandato non sembrano determinati ad un intervento efficace anche in considerazione del fatto che il teatro operativo è lontano geograficamente e, apparentemente, anche dai loro interessi.

I Governi europei sono, purtroppo, divisi circa la strategia da adottare e fino ad ora non hanno intrapreso nessuna azione concreta tranne, e con molti tentennamenti, lo schierare navi nel Mediterraneo per cercare di salvare i profughi.

Chi, per contro, sembra aver compreso il da farsi è stato il Presidente della Federazione Russa, Putin, che, non per niente, esce da quella organizzazione spregiudicata ma realista che era il KGB.

Le motivazioni che, presumibilmente, sono all’origine della decisione di Putin d’intervenire militarmente in Siria, paese dove si trova la sorgente del marasma medio-orientale, sono di due ordini: “in primis” il timore che il c.d. Califfato alimenti i movimenti integralisti islamici sul territorio russo, poi mantenere un a presenza della Federazione nel Mediterraneo.

A chi scrive sembra che la prima delle due motivazioni sia stata quella prevalente.

Stando ai dati reperibili (v. RotStat – Serv. Naz. Stat. Federazione Russa) nel 2012 circa 9, 4 milioni sarebbero i cittadini di fede mussulmana nella Federazione Russa pari al 6,5% della popolazione. Secondo altre stime tali dati sarebbero inferiori a quelli reali che si aggirerebbero, invece, sull’11,2 %.

In genere l’Islam è la religione predominante o tradizionale tra alcune etnie caucasiche (segnatamente tra i Ceceni, gli Ingusci ed i Circassi) e tra le popolazioni turche (in particolare i Tartari ed i Baschiri).

Le popolazioni mussulmane caucasiche, segnatamente i Ceceni, desiderose di essere indipendenti, hanno sempre rappresentato un problema per il governo moscovita fin dall’epoca zarista.

Dopo il collasso dell’Unione Sovietica la Cecenia (1,2 milioni c.a ) ed il Tatarstan non vollero sottoscrivere il Trattato che nel 1991 aveva creato la nuova Federazione degli Stati indipendenti .

Lo stesso anno i Ceceni proclamarono la loro indipendenza. Il che provocò le reazioni di Mosca e l’inizio, nel 1994, di un conflitto sanguinoso tra le forze legate al Governo federale, spalleggiate dall’esercito russo, e gli indipendentisti. La guerra provocò migliaia di morti tra la popolazione , i soldati ed i guerriglieri e fu caratterizzata anche da attentati in località estranee alla zona delle operazioni.

L’area non è ancora del tutto pacificata perchè nelle zone settentrionali del Caucaso sono presenti focolai di guerriglia ed episodi di terrorismo anche in regioni limitrofe alimentati da combattenti per la jihad, molti provenienti anche dall’estero.

Tenuto conto di tutto questo sembra miope l’atteggiamento del Governo di Washington e di altri paesi dell’UE che osteggiano l’intervento russo.

Dovrebbero, per contro, concludere un accordo con Mosca per combattere insieme l’ISIS.

“I nemici dei miei nemici sono i miei naturali alleati”.

“Occorre fare di necessità virtù (per così dire)” come fecero gli alleati con l’allora URSS per battere il Nazismo. Poi si vedrà.

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