LA MANCANZA DI PROTEZIONE DEI CITTADINI ITALIANI ALL’ESTERO DA PARTE DELLO STATO

maro99Il ” peso” di uno Stato nei fori internazionali si misura non solo, ovviamente, in base alla forza economica dello stesso ma anche all’atteggiamento che assume ogni qualvolta siano coinvolti gli interessi, maggiori o minori, del paese e i propri cittadini.

Sotto questo secondo aspetto l’Italia è carente talora in maniera eclatante.

Due recenti esempi di estrema gravità:

  1. Il caso dei due marò trattenuti per oltre due anni in India senza accuse precise probabilmente per ragioni di politica locale e, forse, sacrificati dai nostri reggitori per interessi di natura commerciale. Solo ora si è fatto ricorso al lodo arbitrale internazionale previsto in siffatti casi; 
  2. Quello dell’imprenditore italiano recluso e” torturato” nelle prigioni della Guinea Equatoriale anch’egli per un biennio con il pretesto di aver denunziato per operazioni poco chiare il suo socio d’affari, figlio del presidente. Si noti che il nostro paese ha concesso negli anni’ 80′ la ristrutturazione del debito estero guineano nell’ambito degli accordi multilaterali del c.d. Club di Parigi e, in parte, glielo ha condonato.

Non ricordiamo che a Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna siano accaduti episodi analoghi. Successe agli Stati Uniti all’inizio dell’avvento al potere di Khomeini in Iran ma non abbiamo memoria di torture.

Il fatto è che quei Governi sanno farsi rispettare anche perchè impartiscono chiare istruzioni ai propri rappresentanti. Il che spesso non avviene da noi. I risultati sono, però, quelli sopra ricordati!

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