IL NESPOTISMO IN AMERICA

kennedyAdam Bellow – figlio del grande scrittore statunitense di origini canadesi Saul Bellow, fra l’altro premio Nobel per la letteratura – qualche tempo fa, ha pubblicato un interessante e, per molti, sorprendente volume intitolato ‘Elogio del nepotismo: una storia naturale’. Nel libro, il giovane Bellow sostiene – andando contro corrente, visto che gli Stati Uniti sono da sempre considerati il Paese della meritocrazia nel quale i padri e gli antenati conterebbero poco o nulla – che, negli USA, “avere il giusto pedigree aiuta”. Nulla di più vero in molti campi e, prima di tutto, in politica! Come tutti sanno, George Walker Bush è figlio di un altro inquilino di White House, George Herbert Bush, nonché nipote di un autorevolissimo senatore, Prescott Bush. E, d’altra parte, anche il suo rivale delle presidenziali del 2000, Al Gore, è il rampollo prediletto di un ex senatore. Ma, andando indietro nella storia, già il sesto presidente John Quincy Adams era figlio di uno dei suoi predecessori, il secondo Capo dello Stato John Adams, mentre Benjamin Harrison, eletto nel 1888, era il nipote di William Harrison, vincitore delle elezioni del 1840. Non solo: Robert Taft, influentissimo senatore repubblicano più volte sconfitto nelle Convention del suo partito quale aspirante alla presidenza negli anni Quaranta del trascorso Novecento, era figlio di William Taft, alla Casa Bianca dopo le vittoriose elezioni del 1908. E, considerato che si parla di ‘dinastie’, come non ricordare i Kennedy (Robert, Ted, figli e nipoti) spuntati come funghi sulla scia del presidente della Nuova Frontiera, John Fitzgerald?

Se poi si passa ad esaminare da questo particolare punto di vista il mondo del cinema, ecco i Barrymore (Ethel, John, Lionel e giù giù per li rami fino alla giovane Drew), i Fairbanks (almeno, Douglas e Douglas junior), i Fonda (da John ai figli Jane e Peter, alla nipotina Bridget), gli Huston (dal vecchio caratterista Walter al grande regista John, suo rampollo, alla nipotina Angelica), i Coppola (sorella di Francis è Talia Shire, nipote Nicholas Cage mentre i figlioletti Sofia e Roman seguono le orme del padre dietro la macchina da ripresa), i Douglas (ovviamente, Kirk e Michael, padre e figlio) e i Caan (James e Scott, quest’ultimo, per ora, alle prime armi).

Altrettanto, nella musica leggera laddove, per fare solo un esempio, con ogni probabilità, nessuno si interesserebbe a Jakob Dylan non fosse per il padre Bob.

Ma è proprio – per tornare a Adam Bellow e per dargli ragione anche nel campo da lui praticato – nella letteratura che ultimamente i figli sembrano voler sfruttare il nome dei padri.

Oltre a lui, infatti, come non ricordare Rebecca Miller (figlia di Arthur), David Updike (rampollo di John) e Mollie Jong (figlia di Erika).

Difficile, peraltro, che riescano ad eguagliare gli augusti genitori.

DA: www.dissensiediscordanze.it

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