ALFRED MOSSMAN LANDON, 1936, LA SCONFITTA NEL SUO DESTINO

LandonPortr9 settembre 1897 – 12 ottobre 1987

1936, alla Casa Bianca siede il democratico Franklin Delano Roosevelt e a novembre, esattamente il 3 di quel mese, sono fissate le elezioni presidenziali.

Difficile davvero per i repubblicani trovare un valido avversario da contrapporre (F.D.R non avrà difficoltà ad ottenere l’investitura dal suo partito, unico rivale del tutto minore essendo in quel frangente l’ex segretario alla guerra Henry S. Breckinridge) al presidente del ‘New Deal’ i cui provvedimenti in campo sociale ed economico il GOP, ovviamente ma con non poche ragioni, disapprovava.

Al termine di una convention tenutasi a Cleveland, per quanto il senatore William Borah fosse in qualche modo il preferito dall’elettorato avendo vinto non poche primarie, i congressisti repubblicani concessero la nomination al due volte governatore del Kansas Alfred Mossman Landon.

Questi – e i suoi comportamenti come illustrati da Michael Parrish bene lo dipingono – aveva appoggiato Theodore Roosevelt nel 1912 allorquando quel focoso combattente era uscito dal GOP per opporsi a Taft, si era fortemente battuto contro il Ku Klux Klan nel suo Kansas, aveva bene accolto e presentato in una specifica occasione il socialista Norman Thomas, e naturalmente si opponeva al New Deal per le spese a suo dire eccessive e coercitive.

Sotto la sua direzione, peraltro e quindi, la convention repubblicana compose una platform programmatica non solamente in opposizione proponendo iniziative in campo sociale, iniziative tese a combattere la disoccupazione, ad aiutare gli anziani e in specie a favorire i diritti sociali.

Non certamente adatto dal punto di vista caratteriale – era un uomo calmo e riflessivo (anche troppo), un moderato (anche troppo, in quella situazione) – a contrapporsi all’impeto di Franklin Delano, Landon, al termine di una campagna elettorale condotta in modo quasi remissivo e conclusa, una volta vista la probabile mala parata, con impennate polemiche male indirizzate, come ampiamente prevedibile, fu sconfitto conquistando tra tutti gli Stati solo il Maine e il Vermont.

Va comunque rammentato che, pur nella debacle, il Nostro catturò decisamente più voti a livello nazionale di quanti ne avesse riportati Herbert Hoover quattro anni prima.

In quel 1936, in corsa per White House anche un terzo candidato, il deputato William Lemke il cui seguito elettorale fu di assai scarso rilievo: meno di un milione di suffragi.

Da: www.dissensiediscordanze.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *