IL FLUSSO IN AUMENTO DI PROFUGHI DALL’AFRICA. CHE FARE ?

Sbarco Profughi Siriani a Brancaleone 30 Settembre 2013Da circa due anni assistiamo ad un flusso quasi ininterrotto di profughi di varie etnie che dalle coste nord-africane cercano, a bordo di barconi spesso fatiscenti o di gommoni, di raggiungere le nostre coste.

La nostra marina, debolmente coadiuvata da qualche unità di altri paesi dell’Unione Europea, si sforza di prestare aiuto a quei derelitti.

Talora tali sforzi sono coronati da successo. Frequentemente, però, si debbono registrare naufragi con molte vittime.

Ai superstiti l’avvenire non si presenta, però, roseo. Le strutture d’accoglienza italiane sono quasi al collasso. I paesi dell’Europa settentrionale non sono generosi nel concedere i visti d’ingresso.

Molti dei profughi si danno alla macchia. Sembra anche che migliaia di ragazzi, sbarcati non al seguito di genitori o parenti, si siano dileguati.

Non si sa in quali mani siano finiti!

Le Cancellerie Europee si trastullano in incontri e scambi di note senza che emerga un piano organico d’interventi.

Purtroppo l’unica cosa da fare è, in primo luogo, mettere in piedi una coalizione (50-60.00 uomini ?) che intervenga in Libia per eliminare i gruppi di negrieri che favoriscono il turpe flusso.

Successivamente (melius “contemporaneamente”) esercitare ogni pressione anche militare per cercare di eliminare le cause di tale esodo.

Su questo punto sorge facile l’obiezione :quali paesi vorranno mettere a disposizione soldati e saranno disposti a sostenere le spese di siffatti interventi ?

Sarà senza dubbio “non agevol cosa ” ma quanto costerà, sotto tutti i punti di vista, a tutti, nel medio periodo, l’indugio ?

“Deliberando saepe perit occasio” (= Mentre deliberi spesso perdi l’occasione;v. P.Siro, Mimiambi,115).

4 comments for “IL FLUSSO IN AUMENTO DI PROFUGHI DALL’AFRICA. CHE FARE ?

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    19 aprile 2015 at 12:30

    Il commento, più ovvio e scontato che si possa dare, può essere il seguente:
    1) evitare con i mezzi persuasivi più idonei, anche con la forza, che siano violate le acque territoriali nazionali (ma ciò non mi sembra attuabile dal momento che l’Italia ha abdicato al proprio essere “Stato”);
    2) mobilitare le Forze Armate a tutela della nostra integrità ed identità nazionale (ma ciò mi sembra poco probabile vista la codardia dei governanti che si sono succeduti sino ad oggi !);
    3) recedere dalle Organizzazioni Internazionali (O.N.U., N.A.T.O., U.E.) che si disinteressano dei problemi dell’Italia e degli altri Paesi che consentono le indiscriminate invasioni di popolazioni e, come in passato, le stragi (vedasi Cambogia, Jugoslavia;ecc.);
    4) proporre la creazione di altre Organizzazioni Internazionali basate sugli elementari principi di pari dignità degli Stati aderenti;
    5) favorire gli interventi militari in quei Paesi assoggettati a guerre civili tra fazioni rivali, imponendo la creazione di strutture democratiche partecipative basate sulla libertà e il pluralismo politico-ideologico;
    6) gestire per un determinato periodo di tempo l’attuazione degli obiettivi di cui al precedente capo 5°.
    Una volta attuati tali basilari principi, si possono dar vita ad altre proposte.
    Certo che i principi elementari di democrazia rispecchiano i modelli occidentali, ma, mi chiedo, sono conosciuti nel mondo altri sistemi alternativi di democrazia partecipativa ?
    Sperando di essere stato chiaro e di non essere frainteso, invio i migliori saluti.

    Fernando Ferrucci

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