LA MANIFESTAZIONE DI TUNISI DEL 29 MARZO 2015

social-forum-manifestazione-tunisi-3-1024x768L’imponente corteo che ha sfilato a Tunisi con la partecipazione di migliaia di Tunisini, soprattutto giovani, di delegazioni governative ai massimi livelli sia europee che di vari paesi mussulmani, è stato un segno molto importante della volontà di molti cittadini del vicino Stato nord-africano, dei principali paesi europei e di alcuni paesi del Medio Oriente di opporsi all’estremismo islamico.

Come scrivemmo il 20 marzo u.s. su questo foglio, per contrastare validamente il pericolosissimo movimento integralista in quelle regioni sarà tuttavia necessario non essere avari di aiuti finanziari perchè il sicuro calo delle entrate turistiche, che contribuiscono per il 50 % al P.I.L. della Tunisia, potrebbe favorire il malcontento popolare e, per conseguenza, l’opera di proselitismo degli integralisti.

Occorre anche considerare che la Tunisia confina con la Libia dove lo stato non esiste più e dove si sono insediati forti gruppi integralisti e con l’Algeria dove il fenomeno è presente da molto tempo.

Da tutto ciò emerge, a nostro avviso, la necessità per i paesi occidentali di fornire anche un sostegno militare (sì “militare”) a quel Governo che,, probabilmente, con le sue sole forze non ce la farebbe ed anche a quello algerino e a quello libico, se ce ne sarà uno.

Non si deve dimenticare che dalle coste libico-tunisine provengono i profughi dalle aree dell’Africa Sud sahariana.

I governi occidentali, specie europei, debbono pertanto rendersi conto del pericolo e non lesinare gli aiuti.

Ci sembra, infatti, che riecheggi di nuovo dopo oltre due mila anni il grido “Hannibal ad portas” (checché ne dicano i soliti, stupidi buonisti) e che rimanga valido il detto “Si vis pacem para bellum” (=Se vuoi la pace prepara la guerra).

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