IL RITORNO DI SARKO CONVINCE I FRANCESI. UNA LEZIONE PER L’ITALIA

nicolas-sarkozyAncora una volta le elezioni lasciano senza parole opinionisti e sondaggisti. Per il primo turno delle départementales francesi, giornali e televisioni davano quasi per scontato un trionfo del Front National di Marine Le Pen. Invece a vincere, stupendo tutti, è stato un risorto Sarkozy. Il risultato inatteso dell’Ump e dell’ex presidente chiarisce che il centrodestra francese è ancora vivo. I francesi restano ancorati a valori europeisti e repubblicani. Una grande area neo-gollista e moderata è pronta a rimettersi in gioco per puntare alla guida del Paese nel 2017. Certo, le presidenziali sono ancora molto lontane, ma Sarkozy sembra avviato sulla strada giusta.

L’ex inquilino dell’Eliseo ha lavorato in modo avveduto. E’ tornato con un programma che è piaciuto a chi lo aveva votato nel 2007. E’ riuscito a riunire il partito dopo le lotte intestine tra Copé e Fillon, e ha anche recuperato i moderati dell’Udi. In campagna elettorale ha sparato a zero contro le politiche di François Hollande  e ha sottolineato che è necessario “mettere l’impresa al centro di tutte le decisioni economiche del governo”. Uno dei punti fondamentali del suo programma elettorale è stato la riduzione del cuneo fiscale e tra le priorità Sarkozy ha indicato la necessità di “abbassare fortemente e simultaneamente la spesa pubblica e le tasse”.

In sostanza il suo programma prevede detassazione degli straordinari, abolizione dell’imposta sul patrimonio, riduzione del numero di funzionari pubblici, innalzamento dell’età pensionabile da 62 a 63 anni. In più Sarkozy ha convinto i francesi su altri due punti: ha tenuto duro sull’euro e ha giocato la carta di una stretta alle frontiere per “resistere alla islamizzazione” in nome della laicità. In questo modo ha battuto Marine Le Pen sul su stesso terreno ma avendo l’accortezza di non mostrarsi xenofobo. In sostanza la lezione che la Francia dà al resto dell’Europa è che la destra vince se riesce ad arginare il populismo in nome della sua identità conservatrice, ma democratica e liberale.

In questa situazione a rimanere sconfitto non è solo la Le Pen ma anche Hollande che non è mai stato così in basso nel gradimento dei suoi concittadini, anche se, grazie alle alleanze, è riuscito a far mantenere alla sinistra la quota fisiologica del 35% rispetto al 37,7% della destra repubblicana.

Le elezioni francesi potrebbero dimostrare una cosa: una destra moderata e con un programma europeista può conseguire risultati importanti e addirittura diventare il primo partito. Al contrario una destra estremista, anti-euro, populista può avere un discreto successo, ma non riesce ad andare oltre al 20% dei consensi. La signora Le Pen, difficilmente potrà diventare presidente della Repubblica proponendo ai cittadini francesi di uscire dall’Euro e di introdurre nuovamente la pena di morte.

Quale lezione può trarre da tutto ciò la politica italiana? Probabilmente che contano di più i programmi dei giochi di poltrone, che l’estremismo – sia di destra che di sinistra – non paga e anzi intimorisce gli elettori, che il populismo non vince perché i cittadini vogliono vedere delle soluzioni e non solo delle promesse.

2 comments for “IL RITORNO DI SARKO CONVINCE I FRANCESI. UNA LEZIONE PER L’ITALIA

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