UN ANNO DI GOVERNO RENZI: UN DISASTRO

'I mille giorni' di Renzi*E’ passato giusto un anno da quando Matteo Renzi e la sua squadra sono al governo; proviamo allora a fare una bilancio dalla parte del cittadino.

Delle tante riforme annunciate ne è andata in porto solo una: il famoso jobs act, o meglio la riforma del lavoro.

E neppure per intero e per tutti.

Le nuove regole si applicano solo ai nuovi assunti, e non a quelli che già lavorano.

Quindi per vederne gli effetti dovranno passare 15-20 anni; perché le leggi non possono avere effetto retroattivo-si dice.

Falso; la Severino, la riforma delle pensioni hanno tutte avuto effetto retroattivo.

Veniamo alle tasse.

Tutti nel Pd si riempiono la bocca dicendo di aver abbassato le tasse.

Chiariamo: le tasse sono state abbassate ai famosi 10 milioni di lavoratori dipendenti con un abile compravendita.

Ti do 80 euro per il tuo voto.

Risultato, Renzi ha dovuto recuperare dalla Rai 150 milioni di euro che gli servono per mantenere la promessa nell’anno corrente.

Poi è stata in parte alleggerita l’Irap alle imprese.

Finito.

In realtà le tasse sono aumentate.

E’ aumentata la tassa sui conti correnti, sulle rendite finanziarie non dei super ricchi ma di coloro che hanno messo da parte qualche risparmio, sulla tenuta titoli.

Per non parlare della casa che ha fornito un gettito di 28 miliardi di euro nel 2014 il che significa +200% negli ultimi 3 anni.

Ancora nulla si vede delle tanto declamate riforme su pubblica amministrazione, giustizia, scuola, per citare i casi più noti.

E la spending rewiev?

Sparita insieme al suo mentore Cottarelli.

Non sappiamo neppure quali erano i settori sui quali intervenire né con quali modalità.

Ancora: Province, e Cnel eliminate solo sulla carta.

Ci rendiamo conto che anni e anni di incrostazioni, di privilegi acquisiti, di comodo barcamenarsi nei corridoi degli impenetrabili ministeri non si eliminano facilmente, ma siamo sempre e solo agli annunci.

Renzi è veloce, nel parlare, nel promettere, nella tattica , forse.

Ma qual è la strategia a lungo termine?

Qual è il progetto Italia?

Ci troviamo, non per merito di questo governo, in una congiuntura irripetibile: petrolio e gas ai minimi storici, euro pari quasi al dollaro, e da lunedì acquisto massiccio di titoli da parte di Draghi.

E ancora spread sotto i cento punti.

Se non afferriamo al volo questo attimo fuggente per tagliare finalmente la spesa improduttiva, per fare le riforme che servono, per abbassare le tasse e per ridurre infine il nostro mostruoso debito pubblico, questa nostra Italia non si riprenderà più.

Temo che non andrà così.

Le ultime mosse del governo sono state goffe ed esitanti.

Abbiamo ministri inadeguati, e visto che domani è l’8 marzo cito i ministeri al femminile: difesa, pubblica amministrazione, scuola, tutti e tre in mano a gentili signore che si sono rivelate purtroppo non all’altezza del compito.

Che senso ha sventolare la bandiera della parità al femminile se poi questa scelta si rivela un errore?

Una per tutte la scuola, con una riforma che prevedeva un’immissione in ruolo di 150.000 precari: per fare che cosa?

Per andare a insegnare a chi?

Possibile che quando si parla di scuola si debba sempre e solo pensare ai docenti e mai agli studenti e alla loro formazione?

Possibile che alla Sapienza sia la famiglia Frati a fare il bello e il cattivo tempo?

Renzi parla, promette, ma intanto i nostri giovani sono costretti ad emigrare per garantirsi un futuro dignitoso.

Che paese è quello che abbandona i propri figli, che mantiene assurdi privilegi “acquisiti” alle caste e non si cura del futuro, dei giovani?

Sappiamo che i sempre citati investitori stranieri non vengono in Italia fondamentalmente per un motivo: perché la giustizia non funziona, non c’è certezza del diritto e i processi durano 10-12 anni.

E allora cosa fa il governo?

Propone di allungare la prescrizione a vent’anni.

E i magistrati sono sulle barricate perché è stata approvata la tanto sospirata responsabilità civile.

E la divisione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante?

E l’obbligatorietà dell’azione penale?

Non se parla più.

Le privatizzazioni?

Un altro ministro donna – Lorenzin – si è opposta alla vendita di medicinali da banco nelle parafarmacie e nei supermercati, come avviene ovunque.

Mentre di contro svendiamo gli asset strategici come Finmeccanica, Nuovo Pignone, pezzi di Eni e di Enel e anche filiere importanti del comparto agroalimentare.

E continuiamo con un assurdo aumento delle tasse a la svalutazione del bene lavoro.

E allora vengo assalita da un dubbio che si fa sempre più certezza.

In realtà tutto questo buonismo di Bruxelles, i bei voti dati dalla UE, questa diminuzione dello spread, nascondono uno scambio.

La benevolenza di Bruxelles sarà mantenuta a patto che l’Italia diventi un grande consumatore di beni prodotti altrove.

Il nostro amato paese si ridurrà a un gigantesco supermercato nel quale ci verrà permesso non di produrre, ma di comprare, e magari ci verrà concessa anche la grande l’opportunità di diventare un grande museo a cielo aperto.

Punto.

Quindi niente industria manifatturiera – nella quale siamo ancora molto bravi – niente più piccole e medie imprese, leader nel mondo per la realizzazione di beni di incredibile bellezza e fattura ancora oggi richiesti; niente ricercatori geniali capaci di inventare e scoprire il nuovo in quasi tutti i settori della scienza di frontiera, ma laureati mediocri costretti a barattare la dignità professionale con la giusta pretesa di non dovere abbandonare il proprio paese.

Importeremo medici, ingegneri, scienziati, e finalmente questa brutta copia di quella che doveva essere gli Stati Uniti d’Europa diventerà definitivamente una nuova grande Germania.

Mi chiedo, e chiedo a Renzi: è questo il progetto Italia?

Da: www.maurodellaportaraffo.com

4 comments for “UN ANNO DI GOVERNO RENZI: UN DISASTRO

  1. 1 marzo 2016 at 03:21

    Many thanks for finally talking about >UN ANNO DI GOVERNO RENZI:
    UN DISASTRO | Cartalibera <Loved it!

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    21 marzo 2015 at 12:31

    Grazie Ludovica per aver riassunto tutti i fatti di cui ero consapevole ma che non avevo ancora letto nella loro terribile successione.
    Se tutto va bene siamo rovinati.

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