IL DAVIDE PUGLIESE CONTRO IL GOLIA DELLA FINANZA INTERNAZIONALE ED I POTERI NAZIONALI CORRELATI

RATINGDavid, (1010-970 a.C. circa),figlio di Iesse, fu inviato, alla corte del re Saul. Ancora giovinetto affrontò in duello, armato solo di una fionda, il gigantesco Filisteo Golia e lo uccise. Grazie all’eliminazione di Golia il conflitto tra gli Ebrei ed i Filistei si risolse a favore dei primi. La fama assunta da Davide fece, però, ingelosire Saul e Davide fu costretto a lasciare la corte e ad errare per alcuni anni nel deserto.  Morto Saul, Davide fu eletto re della tribù di Giuda e dopo sette anni re di Giuda e di Israele. Conquistò Gerusalemme e ne fece la sua capitale.

La potenza della finanza internazionale é ben nota e crediamo possa essere paragonata a quella di Golia.  Le grandi banche internazionali, melius, in pratica, quelle anglo – statunitensi, la fanno da padrone coadiuvate dalle agenzie di “rating”.

Le seconde esprimono valutazioni circa il rischio che un emittente titoli obbligazionari od azioni (imprese, Stati od altri soggetti) non abbia la capacità (il c.d. rischio economico)o la volontà (il c.d. rischio politico allorchè l’emittente sia uno stato od un ente pubblico)di procedere puntualmente ai rimborsi in linea capitale o in conto interessi e di pagare le cedole durante il periodo di validità delle obbligazioni emesse o, nel caso di remunerazione del capitale sottoscritto attraverso le cedole, durante il periodo di esistenza del soggetto emittente (ad es. una società per azioni).

Il c.d. “Rating ” ha assunto negli anni un’importanza enorme dato che il giudizio espresso su un soggetto influenza le quotazioni del medesimo nelle borse di tutto il mondo e può far sì che non. gli vengano concessi più prestiti o, se accordati, lo siano a condizioni più onerose.

Le società di “rating” perciò hanno una grande responsabilità rivestendo, in un certo senso, un ruolo di giudici e come tutti i giudici non dovrebbero essere sospettabili di parzialità.

Come vari processi hanno dimostrato alcune agenzie di “rating ” hanno, però, i un conflitto d’interessi essendo presenti nel loro azionariato in posizioni rilevanti fondi d’investimento.

Di tutto ciò scrivemmo abbastanza diffusamente in un articolo pubblicato da “Cartalibera” il 14 luglio 2011.

Ora il problema del” conflitto d’interessi” é ritornato alla ribalta per quanto attiene al nostro Paese.

A Trani, infatti, un coraggioso P.M. Michele Ruggiero, in seguito ad un esposto di alcune associazioni di consumatori ha, a differenza di altre Procure, iniziato un procedimento contro le agenzie di “rating” per il declassamento, da parte di Standard and Poor’s, da A a BBB+ del debito italiano, declassamento che nel 2010-2011 avrebbe costretto il Governo Italiano, guidato da Mario Monti,, a pagare, in base ad una clausola contrattuale, alla banca Morgan Stanley una penale di 2,5 miliardi di Euro.

Il sospetto dell’accusa é che vi sia stata una manipolazione del mercato dato che la Morgan Stanley è tra gli azionisti di McGrawHill che controlla tale agenzia di “rating” (v. per maggiori dettagli l’articolo di Sergio Rizzo su “Il Corriere della Sera” del 9 marzo crt.a, pag.1 e 29).

L’accusa, visti alcuni precedenti in materia, non sembrerebbe avere basi troppo fragili e meraviglia che il nostro Governo non intenda costituirsi parte civile.

Auguriamo al P.M. Ruggiero di non subire la stessa sorte “iniziale “di Davide perché “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare”.

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