Mese: marzo 2015

IL RITORNO DI SARKO CONVINCE I FRANCESI. UNA LEZIONE PER L’ITALIA

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Ancora una volta le elezioni lasciano senza parole opinionisti e sondaggisti. Per il primo turno delle départementales francesi, giornali e televisioni davano quasi per scontato un trionfo del Front National di Marine Le Pen. Invece a vincere, stupendo tutti, è stato un risorto Sarkozy. Il risultato inatteso dell’Ump e dell’ex presidente chiarisce che il centrodestra francese è ancora vivo. I francesi restano ancorati a valori europeisti e repubblicani. Una grande area neo-gollista e moderata è pronta a rimettersi in gioco per puntare alla guida del Paese nel 2017. Certo, le presidenziali sono ancora molto lontane, ma Sarkozy sembra avviato sulla strada giusta.

LA CORTE SUPREMA E I SUOI PRESIDENTI

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La Corte Suprema degli USA è l’unico organo giudiziario espressamente previsto dalla Costituzione americana che, accanto ad esso, elenca “quelle Corti minori che il Congresso potrà, di tempo in tempo, creare e costituire” (ed, ovviamente, se del caso, sopprimere, in mancanza di una espressa garanzia costituzionale, concessa, quindi, solo alla Corte stessa).
Risulta, quindi, del tutto evidente che nella mente dei partecipanti alla Convenzione dalla quale trasse origine la Costituzione degli Stati Uniti la Corte Suprema doveva essere il più alto tribunale federale cui era affidato il compito prevalente di una uniforme applicazione del diritto in tutti gli USA ed una funzione equilibratrice, di garanzia del corretto andamento del meccanismo federale, ma c’è di più, poiché un’ulteriore prerogativa spettante alla stessa Corte consiste nella cosiddetta ‘judicial review’ e cioè nel controllo di costituzionalità delle leggi, siano esse statali o federali cosicché la Corte Suprema finisce con il cumulare, grosso modo, quelli che sono i compiti della Corte di Cassazione (inesistente negli Stati Uniti) e di quella Costituzionale.

L’ATTENTATO DI TUNISI. QUALI CONSEGUENZE SONO IPOTIZZABILI ?

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La Tunisia sembrava rappresentare fino al 18 marzo del corrente anno quasi un’isola semi-felice nel panorama dei paesi arabi caratterizzato da regimi più o meno dittatoriali o dal marasma politico (v. Siria, Iraq Libia).

La c.d. “primavera araba” iniziò, infatti, proprio a Tunisi e provocò la fine del regime di Ben Alì. Negli altri paesi dell’Africa del Nord non ebbe però successo (come “modestamente e facilmente “ temavamo e scrivemmo, v. “Cartalibera” del 26-10-2011;ibidem del 13- 12-2011). In Tunisia, sia pure con non poche difficoltà, la democrazia sembrava consolidarsi. Il partito d’ispirazione islamica (“Ennahada “= rinascita) aveva, infatti, preferito farsi da parte dopo aver perso le elezioni nell’ ‘ottobre scorso vinte dal partito anti-islamista, “Nidaa Tounes “il cui fondatore, Beji Caid Essebsi, a dicembre è diventato capo dello Stato.

HERBERT HOOVER

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Herbert Hoover nacque il 10 agosto 1874 e morì il 20 ottobre 1964. Fu in carica dal 4 marzo 1929 al 3 marzo 1933.

Un tipo davvero in gamba.

Ingegnere attivo a livello internazionale.

Milionario in giovane età.

Capacissimo presidente del consiglio interalleato per gli aiuti alle popolazioni colpite dagli eventi bellici durante e dopo la prima guerra mondiale.

Uomo politico che aveva saputo tessere ottime relazioni in particolare con i Paesi latino americani.

Ministro del commercio sotto Warren Harding e il suo successore.

Un curriculum eccezionale, senza la minima pecca, quello del candidato scelto dai repubblicani in vista delle elezioni del 1928 per sostituire Calvin Coolidge che aveva deciso di ritirarsi.
Demolito il democratico cattolico (‘papista’, secondo i denigratori) Alfred Smith, eccolo a White House.
E’ il 4 marzo del 1929.
Non molti mesi dopo, il terribile ‘crollo di Wall Street’.
Poi, la grande depressione.
Qualcuno può davvero pensare che Herbert Hoover abbia avuto a disposizione tra l’ottobre 1929 e il 1932 – quando sarà defenestrato da Franklin Delano Roosevelt – anni di presidenza felici?
Anche un solo giorno felice?
E sì che aveva cercato di porre un qualche rimedio: solo pannicelli caldi, purtroppo, alla prova dei fatti.

LA DELUSIONE ANCORA MI BRUCIA

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Nel 1999, decisi di presentarmi per Forza Italia alle elezioni europee. Per quanto il Parlamento di Strasburgo contasse allora anche meno di adesso, l’idea mi affascinava.
Sono nato a Vienna, ho vissuto lunghi anni all’estero, parlo quattro (quasi cinque) lingue e nel 1992, eletto al Senato con Forza Italia e la Lega, avevo preferito il posto di sottosegretario agli Esteri a quello, certo più prestigioso ed influente, di presidente dei senatori del mio partito.

IL DAVIDE PUGLIESE CONTRO IL GOLIA DELLA FINANZA INTERNAZIONALE ED I POTERI NAZIONALI CORRELATI

RATING

David, (1010-970 a.C. circa),figlio di Iesse, fu inviato, alla corte del re Saul. Ancora giovinetto affrontò in duello, armato solo di una fionda, il gigantesco Filisteo Golia e lo uccise. Grazie all’eliminazione di Golia il conflitto tra gli Ebrei ed i Filistei si risolse a favore dei primi. La fama assunta da Davide fece, però, ingelosire Saul e Davide fu costretto a lasciare la corte e ad errare per alcuni anni nel deserto. Morto Saul, Davide fu eletto re della tribù di Giuda e dopo sette anni re di Giuda e di Israele. Conquistò Gerusalemme e ne fece la sua capitale.
La potenza della finanza internazionale é ben nota e crediamo possa essere paragonata a quella di Golia. Le grandi banche internazionali, melius, in pratica, quelle anglo – statunitensi, la fanno da padrone coadiuvate dalle agenzie di “rating”.

UN ANNO DI GOVERNO RENZI: UN DISASTRO

'I mille giorni' di Renzi*

E’ passato giusto un anno da quando Matteo Renzi e la sua squadra sono al governo; proviamo allora a fare una bilancio dalla parte del cittadino.
Delle tante riforme annunciate ne è andata in porto solo una: il famoso jobs act, o meglio la riforma del lavoro.
E neppure per intero e per tutti.
Le nuove regole si applicano solo ai nuovi assunti, e non a quelli che già lavorano.

LA VITICULTURA HA ACCOMPAGNATO E FAVORITO LO SVILUPPO STORICO, CULTURALE, SOCIALE ED ECONOMICO DELLE POPOLAZIONI DEL BACINO DEL MEDITERRANEO, PRIMA, DELL’EUROPA OCCIDENTALE E DELLE AMERICHE SUCCESSIVAMENTE

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Questo aspetto è in genere poco conosciuto ma riveste un’importanza rilevantissima nella storia dei popoli dell’Europa e delle Americhe.
Occorrerebbe un volume per cercare di descrivere l’influenza che nel corso dei millenni ha esercitato la viticultura sulla storia del mondo occidentale.
Ci limiteremo, pertanto, a brevi accenni che ci auguriamo riescano a fornire al lettore una prima idea della tematica.