I PIÙ QUALIFICATI SE NE SONO ANDATI O SONO IN PROCINTO DI FARLO?

>>>ANSA/ALFANO TENTA ULTIMA MEDIAZIONE;ALTOLA' FITTO, VUOLE TESTA CAVPer chi come noi credeva che un partito come Forza Italia, che s’ispirava ai principi del liberismo, avrebbe potuto svolgere un ruolo importante nella società italiana, vede svanire una tale speranza.

Il presidente Berlusconi era riuscito, all’inizio, a radunare attorno a sé uomini molto qualificati di estrazione liberale.

A poco a poco, però, gli stessi se ne sono andati (v. ad es. il prof. Urbani, il prof. Pera, il prof. Tremonti). Stando alla stampa sarebbe in forte dissenso con la presidenza anche l’on.le prof. Antonio Martino.

Miglior sorte non è toccata ad esponenti di matrice democristiana quali l’attuale segretario di NCD Angelino Alfano e lo stesso Raffaele Fitto, ormai in procinto di andarsene insieme ad alcuni suoi sodali.

Non siamo addentro alle segrete cose di quel partito ma da semplici spettatori abbiamo motivo di ritenere che la ragione principale di tale esodo sia individuabile, in sostanza, nel rifiuto da parte delle suddette personalità di essere considerate degli “yes men” = signor sì) o di non essere adeguatamente valorizzate o di vedersi anteporre persone di minor statura professionale o politica o semplicemente perché dotate di sembianze molto gradevoli.

Sembra che il Gen. De Gaulle abbia detto che “il comando è solitudine” ma siamo certi che intendesse dire che a chi spetta la decisione è, al momento della scelta, solo.

I veri leader, tuttavia, si circondano di persone capaci e ne ascoltano i consigli anche se non sempre collimanti con le loro opinioni.

Gli uomini politici di minor valore, per contro, scelgono i collaboratori tra chi non può far loro ombra e chi deve tutto a loro.

Alla lunga, però, tali scelte producono modesti risultati e portano al declino di una forza politica.

Nel saggio del Gesuita Baltasar Graciàn y Morales (cappellano delle armate spagnuole ed insegnate di Sacre Scritture al Collegio di Saragozza ) dal titolo “Oracolo manuale e arte di prudenza”, apparso nel 1647, si legge :

15- La gran fortuna dei potenti è tenersi accanto uomini d’ingegno che possano cavarli da ogni impiccio causato dall’ignoranza e che affrontino per loro la lotta contro le difficoltà.

110- Non aspettare di essere un sole al tramonto. E’ una massima ben nota ai saggi :abbandonare le cose prima che esse ci abbandonino

-omissis-

Si cerchi dunque di schivare i tramonti per non morire vittime del dispregio.

-omissis-

“L’uomo accorto provvede in tempo ad allontanare dall’ippodromo il cavallo corridore senza aspettare che, cadendo, susciti le risa di tutti a mezzo della corsa”.

Ma come scrisse La Rochefoucauld in una delle sue celebri “MASSIME“ (v.CCCC XX III ):

“Peu de gens savent etre vieux” (= Pochi sanno invecchiare).

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