IL MERCATO DEI FIGLI

topicDa qualche tempo si sta diffondendo in Europa quel che può essere definito “il mercato dei figli” (N.B. v. per maggiori dettagli il sito “Citizenorg.it dal quale abbiamo attinto le notizie che seguono). In breve si tratterebbe di questo ovvero la “maternità surrogata” tramite un utero preso in affitto che rischia ora di fruire dell’avvallo (in tutti i paesi membri dell’Unione Europea) in forza di una sentenza emessa il 27 gennaio del crt. anno dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (C.E.D.U.).

I fatti: nel 2010 una coppia di coniugi italiani (di 56 e 43 anni), non potendo avere figli a causa dell’infertilità della donna, si recò in Russia per fruire della pratica del c.d. utero in affitto, peraltro vietata e punita nel nostro ordinamento.

La coppia acquistò il materiale biologico necessario (spermatozoi ed ovuli) e pagò una donna affinché portasse avanti la gravidanza. Nel 2011 la coppia ricevette il neonato. Sembra che per tutta” l’operazione” abbia sborsato 50.000 euro.

Gli uffici anagrafici del nostro paese hanno, però, respinto la richiesta dei coniugi in questione volta alla trascrizione dell’atto di nascita del piccolo dato che il medesimo non aveva legami biologici con i richiedenti.

Successivamente nei confronti degli stessi è sta aperta una procedura di modifica dello stato civile al termine della quale i giudici italiani, in considerazione dell’interesse del pargolo e del comportamento illegale della coppia, hanno deciso di affidare il bambino ai Servizi Sociali.

Dal 2013 il minore vive con una nuova famiglia scelta in base ai rigorosi criteri fissati in materia dalla legge. I sopracitati coniugi hanno, però, fatto ricorso, come già ricordato, alla Corte Europea dei Diritti dell’.Uomo.

La Seconda Sezione di tale Corte, il 27 gennaio u.s., ha condannato lo Stato Italiano al pagamento di 30.000 euro alla coppia per danni e rimborso spese motivando la pronunzia con la “non proporzionalità ” della decisione di allontanare il piccolo dalla coppia in quanto i mesi di convivenza avevano creato “di fatto” uno stato familiare degno di tutela nell’interesse del minore.

Anche se i giudici hanno, ribadito che ogni Stato è libero di valutare la liceità o meno della pratica dell’utero in affitto ciò non dimeno questa pronunzia rischia di creare un precedente pericoloso che potrebbe instaurare un regime di tolleranza legale della pratica dell’utero in affitto.

Non si comprendono, d’altronde le motivazioni del ricorso ai tale pratica quando ci sono migliaia di adottandi nel mondo.

Si preferisce pagare per non attendere la fine del lungo ‘iter per ottenere le adozioni?

Ci pare molto probabile!

Qualcheduno potrebbe ricordare a questo punto una frase di P. Siro (v. Mim,1351) “vitium omne semper habet patrocinum suum” (= ogni vizio ha sempre una scusante)

Sperando vivamente, citando Seneca (Epist.39), che. quelli che molti possono considerare “vizi” non si trasformino in” usanze ” (“Quae fuerunt vitia mores sunt).

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