CHE COSA CAMBIA DOPO L’ELEZIONE DI MATTARELLA

sergio-mattarellaTra le righe di un discorso d’insediamento sobrio e rassicurante, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inserito concetti che hanno sorpreso. Il nuovo inquilino del Colle, ex esponente della sinistra democristiana, ha stupito con alcune affermazioni inaspettate. Ecco uno dei passaggi più interessanti del suo discorso:  “Esistono nel nostro Paese energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente. Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito. Penso alle imprese, piccole medie e grandi che, tra rilevanti difficoltà, trovano il coraggio di continuare a innovare e a competere sui mercati internazionali”. E ancora: “Non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana. Parlare di unità nazionale significa, allora, ridare al Paese un orizzonte di speranza. Perché questa speranza non rimanga un’evocazione astratta, occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società”.

Rivolgendosi al Parlamento e a tutti gli italiani, Mattarella ha parlato esplicitamente di “merito” e di “talenti”, indirizzando le sue parole soprattutto ai giovani. Se non stupisce il richiamo all’unità nazionale, alla correttezza dei rapporti politici e alla solidarietà nei confronti dei più deboli, vista la militanza pluriennale di Mattarella tra i banchi della DC, non altrettanto scontato è il riferimento alla vivacità intellettuale, al progresso scientifico e tecnologico. Il Presidente ha evidenziato che per uscire dalla crisi  “va alimentata l’inversione del ciclo economico” ma è anche necessario ripartire dall’individuo e dalle sue aspirazioni. Riferimenti questi ultimi che pochi si sarebbero attesi vista l’appartenenza culturale del Presidente al cattolicesimo sociale.

Mattarella ha inteso ribadire che in un periodo di rassegnazione e di paura, dominato dalla sfiducia nel futuro, non può venire meno l’impegno dei singoli. E proprio per questo un richiamo al merito e al talento è tutt’altro che scontato. “La lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo” ha detto Mattarella.  Un Paese come l’Italia che vive la crisi ormai da anni, rischia di perdere anche le energie vitali necessarie per poter guardare al futuro con rinnovata speranza.

Il Presidente si è soffermato anche sulla sofferenza delle imprese “piccole, medie e grandi”, e sui problemi legati alla pubblica amministrazione. “Penso alla Pubblica Amministrazione che possiede competenze di valore ma che deve declinare i principi costituzionali, adeguandosi alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni”. Ed è proprio la Costituzione, di cui il Presidente è garante, a stabilire che “il buon andamento e l’imparzialità” della Pa deve necessariamente adeguarsi ai tempi per concedere ai cittadini la “trasparenza” e la “coerenza” che richiedono. Dopo aver parlato dell’allarme terrorismo e aver definito la mafia come “cancro pervasivo, che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazioni, calpesta diritti”, Mattarella non ha dimenticato i Marò. Un passaggio inatteso, ma significativo, anche perché tralasciato da Napolitano nell’ultimo discorso di fine anno.

L’elezione di Mattarella anche alla luce del tenore inaspettato dal suo primo discorso, potrebbe essere un evento in grado di creare un quadro politico nuovo. Ora al Quirinale non c’è più un Presidente in “proroga temporanea” e Mattarella potrebbe essere l’uomo del cambiamento. Bisognerà vedere come gli schieramenti politici si riassesteranno dopo la presunta rottura del patto del Nazareno. L’ex Cavaliere finora aveva sempre garantito a Renzi l’agibilità parlamentare, fornendogli il numero legale. Ma questa strategia non ha dato pochi problemi al Presidente del consiglio che in pochi mesi è riuscito a perdere il 6% dei consensi e a rischiare una scissione interna al Partito. Se da una parte la rottura del patto sulle riforme tra Renzi e Berlusconi non desta alcun rammarico, dall’altra parte crescono le preoccupazioni per il contesto di una politica che sembra sempre più costruita su un tavolo da poker. Il Presidente del Consiglio ha dimostrato di poter cambiare strategia facendo affidamento su due maggioranze alternative in Parlamento e mettendole abilmente una contro l’altra. Il suo potere di ricatto è già risultata evidente proprio durante l’elezione di Mattarella quando ha costretto il partito di Alfano a votare l’uomo che aveva scelto.

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2 comments for “CHE COSA CAMBIA DOPO L’ELEZIONE DI MATTARELLA

  1. 20 febbraio 2016 at 16:48

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  2. 19 febbraio 2016 at 09:57

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