CHI HA, SOTTO IL PROFILO POLITICO, PERSO IN ITALIA LA TREBISONDA GLI SCORSI GIORNI?

UomoConfuso1“Perdere la Trebisonda” si dice di chi perde il controllo essendo confuso e disorientato.

All’origine di questa locuzione sarebbe il fatto che la città di Trebisonda (in turco Trebzon) sul Mar Nero rappresentava nell’antichità il porto più importante in quel bacino ed il punto di riferimento per i naviganti sulla rotta tra Europa e Medio Oriente.

La città fu capitale dell’ Impero fondato nel 1204 cioè all’epoca della 4-a Crociata da Alessio Comneno e tale rimase finché non venne conquistata nel 1461 da Maometto II, circostanza del tutto dubbia anche  perchè  il battello dei pescatori  è subito “stranamente” affondato nel porto talchè non sarà agevole appurare da quali armi sono partiti i colpi.

Per i mercanti, specie italiani, che rifornivano le regioni interne di quell’area “perdere la rotta verso Trebisonda” o, semplicemente, “perdere la Trebisonda ” significava perdere il danaro investito nella spedizione, donde anche il significato assunto dalla locuzione, di “disgrazia”.

Venendo ai giorni nostri.

L’abilissima mossa del Primo Ministro Renzi di proporre all’improvviso il Giudice Costituzionale Mattarella quale candidato per la presidenza della repubblica ha fatto perdere la Trebisonda al presidente Berlusconi ed all’on.le Alfano.

Per motivazioni diverse (forse non del tutto nobili) entrambi non sono stati capaci di far valere le buone ragioni del Centro Destra per chiedere l’elezione di un candidato della loro area.

Da Einaudi, infatti, nessun liberale è più salito sul Colle dove c’era il sacello del dio Quirino (1).

Sarebbe stato, per lo meno, dignitoso per i due partiti manifestare il proprio risentimento verso il comportamento del Presidente Renzi non partecipando al voto. La partecipazione agli scrutini minacciando “scheda bianca” era pericolosa come si è rivelato.

Bene hanno fatto, per contro, “Fratelli d’Italia” e la “Lega” che hanno scelto la seconda via. Speriamo che la lezione serva al Presidente Berlusconi ed all’on.le Alfano per. comprendere che l’unione fa la forza.

——

(1) Secondo alcuni Quirino era una divinità di Cori, località dove si era insediata una tribù sabina poi fusasi con gli abitanti del Palatino dando origine a Roma. Secondo altri era il dio della lancia (“quiris” o “curis”). Era un dio guerriero, per lo meno all’inizio, successivamente più pacifico. In suo onore si tenevano le feste “Quirinali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *